il plauso

Meloni, l'incontro segreto: "Un gesto da grande donna"

Alessandro Sallusti

Certo la notizia della settimana che si chiude è stata la rissa con la Francia sull'annoso problema degli sbarchi e dell'accoglienza. Ma, per quanto importante, parliamo di un film che abbiamo già visto in passato, per certi versi quindi nulla di nuovo. Totalmente inedita è invece una notizia passata sotto silenzio nonostante la sua evidenza pubblica. Mi riferisco al rientro in Italia dopo mesi di prigionia nelle carceri iraniane di Alessia Piperno, ma più precisamente al fatto che la ragazza è sbarcata a Ciampino da un aereo di Stato accolta sì dal presidente del Consiglio ma in assoluta riservatezza, cosa non facile da organizzare per ovvi motivi di notorietà e sicurezza.

 

 


Giornalisti, cameramen e fotografi tutti depistati: dell'abbraccio liberatorio - tra l'altro tra due donne - non c'è una fotografia, una testimonianza resa pubblica, nessuno che abbia detto una sola parola. Una "non notizia" quindi che diventa "la notizia" perché è la prima volta a mia memoria che un politico - direi la politica - non prova a sfruttare mediaticamente a favore di telecamera un'emozione collettiva figlia del lieto fine di un dramma privato. Ricordiamo ancora, con un certo imbarazzo, lo show dell'allora ministra ai rapporti con il parlamento Elena Boschi - anno 2014 - che sbarcò in diretta tv con i bimbi congolesi attesi dalle famiglie adottive italiane; e come scordare il teatrino allestito a Ciampino nel 2020 dall'allora premier Giuseppe Conte e dall'allora ministro degli Esteri Di Maio per il bentornato a Silvia Romano, la giovane cooperante rimasta per mesi prigioniera di bande islamiche e convertita alla religione di Allah.

 

 


Ecco, Giorgia Meloni ha dato una sterzata: il premier c'è ma non si vede - questa ci risulta sia stata la condizione da lei posta a costo di tenere all'oscuro anche i suoi collaboratori- e non cerca facili palcoscenici per esibire medaglie non guadagnate sul campo e che semmai andrebbero al petto dei vertici dell'Aise, la nostra agenzia di intelligence e sicurezza estera a cui si deve la liberazione, uomini che per definizione, parlando di servizi segreti, non hanno né volto né nomi pubblici. Non vorrei passare per adulatore, ma quello di Giorgia Meloni mi sembra un apparente piccolo gesto di una grande donna che sa di rivoluzione nei costumi della politica. Ovviamente nessuno glielo ha riconosciuto né lo farà in futuro. Ma a questo, vista l'aria, ci si dovrà purtroppo abituare.