David Parenzo
"Mi piacerebbe avere Giorgia Meloni per dare vita ad un confronto leale": David Parenzo, intervistato da TvBlog, ha rivelato qual è l'ospite che gli piacerebbe avere a In Onda. "Una delle ultime volte, nell’estate del 2019, si arrabbiò, ma poi ci rivedemmo più volte. Dopo la vittoria elettorale le ho mandato un messaggio di congratulazioni, ci conosciamo da vent’anni. Il rispetto da parte mia rimane assoluto, non vorrei si confondesse la vis polemica con l’educazione. Sono contento che come premier ci sia una donna, giovane e della mia generazione. Se i politici scegliessero di andare negli studi dove c’è meno complicità sarebbe meglio, aiuterebbe anche a placare una certa aggressività dei giornalisti".
Sempre sulla Meloni, poi, ha detto: "E' una persona capace, sono convinto che nell’ambito di una intervista garbata ma incalzante funzionerebbe. Quando i leader scelgono di lottare in un’arena a loro non favorevole, nove volte su dieci ne escono con l’apprezzamento del pubblico. Dovrebbero esserne tutti consapevoli, a destra e a sinistra". Sull'intervista fatta a Soumahoro lo scorso novembre, invece, ha spiegato: "Rivedendo le interviste, e non solo quella a Soumahoro, è normale fare determinate valutazioni. Ci si domanda se si sarebbe potuto approfondire questo o quel tema. Però esiste anche il momento in cui certe cose accadono. Si trattava della sua prima uscita pubblica, a poche ore dall’esplosione del caso. In mano avevamo soltanto una testimonianza sulla questione delle cooperative che era stata pubblicata sui giornali".
Parenzo ha parlato anche dell'incontro con Giuseppe Cruciani, con cui da tempo conduce il programma radiofonico La Zanzara. E' avvenuto mentre lavorava a TeleLombardia: “Mi trovavo a Tetris, meraviglioso programma che Luca Telese conduceva su La7. Ero nella giuria di questo talent che giudicava i politici. Una sera venne Giuseppe, mi prendeva in giro, pur non essendoci mai conosciuti. Andammo a cena fuori e parlammo. Si divertì e mi propose di intervenire direttamente in radio. Mi chiamava tutti i giorni al telefono. Dopo 3-4 mesi cominciò la vera collaborazione”.