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Elkann sconvolto dal treno per Foggia? Altro disastro su Repubblica: oggi...

mercoledì 26 luglio 2023

2' di lettura

Ragazzi con magliette e scarpe da ginnastica, cappellini e tatuaggi, che parlano di calcio e ragazze. "Lanzichenecchi" li ha etichettati Alain Elkann, in un articolo su Repubblica (di proprietà del figlio John Elkan) in cui racconta di lui in viaggio in treno da Roma a Foggia che, stretto nel suo completo di lino, tenta di leggere il Financial Times e Proust mentre i suoi compagni di viaggio schiamazzano, ridono e pensano a come rimorchiare in spiaggia. Lui che si sente un marziano e che viene completamente ignorato dai giovani. Il racconto ha suscitato numerose polemiche, in primis tra i giornalisti di Repubblica che in una nota hanno preso le distanze dall'articolo definito “classista”.

Del documento del cdr non c'è traccia sul quotidiano: il direttore Maurizio Molinari, evidentemente obbligato, si è rifiutato di pubblicare la nota. Ma in compenso ha fatto mettere in pagina il contro racconto del viaggio in treno Roma- Foggia compiuto dallo scrittore Paolo Di Paolo che sentenzia: "A Elkann sarebbe bastato un minimo slancio in più e un filo di insofferenza in meno e, da esperto intervistatore - da Moravia a Montanelli a una ragazzina di undici anni - avrebbe trovato materiale interessante. Scavare col pensiero in quel muro apparentemente invalicabile tra il suo abito stazzonato di lino blu e i loro cappelli con visiera: chi sono? Che cosa stanno pensando? Che cosa desiderano? Oltre quello che stanno dicendo a voce alta".

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Durante il suo viaggio in treno lo scrittore ha percorso, "le carrozze in cerca di qualche abito di lino". "Lo trovo. Trovo", anche "piedi piazzati sui sedili, accese partite a carte, in cosiddetta seconda classe, e trovo copie di libri, che non avevo trovato in prima. E non c’era Proust, ma c’era un Roth e un Bret Easton Ellis". "Eccolo il meraviglioso condominio ferroviario in cui le distanze di classe si sfarinano; talvolta perfino i pregiudizi", continua lo scrittore. "L’elzevirista accigliato può incontrare il suo opposto, faticando ad accettarlo (su questo giornale, molti anni fa, a un Citati che inaspettatamente elogiava i “borgatari” che mangiano il gelato in centro, rispondeva un infastidito Malerba). L’incontro non è facile ma la curiosità è vitale; e ogni viaggio, ogni viaggetto è un’occasione per polverizzare l’abitudine". 

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