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Bocchino: "Scurati non è quello che credete voi, ci fa"

"Antonio Scurati non è quello che credete voi, ci fa". Italo Bocchino, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, punta il dito contro lo scrittore e il polverone sulla presunta censura sabato sera a Che sarà, su Rai 3. "Ha puntato sul Mussolini pop per vendere 500mila copie e adesso ha fatto questo per andare alla ricerca dell'incidente". Parole che agitano tutto lo studio.

"Non mi impiccherei sui retroscena - premette Bocchino -. Secondo me sarebbe stato meglio far fare il monologo a Scurati e pagarlo. Anche perché lo avrebbero ascoltato solo 800mila persone anziché farne un caso planetario". Quindi il direttore editoriale del Secolo d'Italia critica Scurati su due punti: "Il suo è stato un intervento un po' scarso. Il 25 aprile è la festa di tutti, anche mia". "Ma tu ti dici antifascista?", gli chiede la Gruber.

 

 

 

"Ci arrivo. Io sono antifascista per quanto riguarda i valori, non sono antifascista perché qualcuno mi dice che devo esserlo e devo intrupparmi nell'ideologia che hanno deciso". La giornalista del Corriere della Sera Monica Guerzoni contesta: "La Costituzione nasce dall'antifascismo". "No, prevedeva che dopo 5 anni i capi del fascismo si potevano candidare alle elezioni. Il problema è un altro: Scurati faccia la cosa del 25 aprile, dovrebbe essere pagato pure il doppio, 3.600 euro. Però dovrebbe fare un discorso sul 25 aprile". "Chi lo decide, Bocchino? Giorgia Meloni?", nota polemicamente Corrado Formigli.

 

 

 

"Lo decide l'opportunità. Interrompi solo me?", scherza Bocchino per poi riprendere il punto: "Trasformare un momento che dovrebbe essere per tutti, una celebrazione della libertà, in una battaglia contro il presidente del Consiglio dicendo 'o ti dichiari antifascista o non meriti di guidare questo Paese' significa offendere il primo principio della democrazia, la sovranità del popolo".

Guarda qui il video di Otto e mezzo