Si sta mettendo in moto la macchina del fango della sinistra, che ogni settimana sceglie un nemico pubblico per gridare alla "dittatura" di Giorgia Meloni. L'obiettivo di questi giorni è Eugenia Carfora, la preside-coraggio di Caivano la cui storia ha ispirato la fiction Rai La preside, interpretata da Luisa Ranieri e già trionfatrice negli ascolti al debutto.
Come capitato a suo tempo con don Maurizio Patriciello, il parroco del quartiere difficile alle porte di Napoli colpevole di "melonismo" solo per aver applaudito alle misure adottate dal governo contro illegalità e degrado diffuso (il cosiddetto Decreto Caivano), ora la dottoressa Carfora e la fiction Rai a lei dedicata sarebbero il simbolo di "un racconto costruito ad arte, che nulla ha a che fare con la complessità reale della scuola e che serve, piuttosto, a legittimare politicamente il cosiddetto Decreto Caivano". Per l'appunto.
A scriverlo, in un post su Facebook, è il sindacalista Gilda Mario Brasile, assai commentato e ripreso anche dal sito del Secolo d'Italia. Secondo Brasile quella della preside è una figura attorno alla quale "si è creato un clamore spropositato, un’aura eroica funzionale a un messaggio molto chiaro: esistono 'uomini e donne forti' che, insieme a decreti repressivi, possono risolvere magicamente i problemi delle cosiddette scuole di frontiera. Una narrazione rassicurante, romantica, ma profondamente falsa".
Brasile dice di parlare con cognizione di causa, essendo docente da 32 anni: "Metà della mia carriera l’ho trascorsa proprio nelle scuole di frontiera. Da 25 anni sono dirigente sindacale: ho conosciuto decine e decine di dirigenti scolastici, anche in contesti difficilissimi. So bene cosa significhi dirigere una scuola complessa e so distinguere tra autorevolezza e autoritarismo". E celebrare la figura della preside Carfora, attacca, "è solo fumo negli occhi. Serve a far passare l’idea che il Decreto Caivano, insieme a presunti 'eroi', sia la ricetta vincente per creare una scuola amata e rispettata".
Secondo il sindacalista, la realtà nella scuola diretta dalla preside è un'altra, opposta: "Decine di docenti e lavoratori ATA che scappano chiedendo il trasferimento, numerosi contenziosi aperti per presunti abusi, un clima lavorativo tutt’altro che sereno. Tutto questo, ovviamente, non trova spazio nel racconto televisivo".
Accuse dal sapore politico che non trovano d'accordo molti commentatori e che sembrano dimenticare peraltro qualche dettaglio non di poco conto. Primo: la Carfora mai ha espresso vicinanza alcuna alla premier o al centrodestra sui social. Secondo: l'idea della fiction, come spiegato dalla stessa Ranieri, è nata da una suggestione di suo marito Luca Zingaretti, il celebre Commissario Montalbano il cui cuore batte a sinistra (suo fratello è tra l'altro Nicola Zingaretti, ex governatore del Lazio e oggi europarlamentare di peso del Partito democratico). E il soggetto sarebbe stato abbozzato già nel 2019, quando Meloni era ben lontana da Palazzo Chigi.
Forse, come commentano in tanti, "TeleMeloni" c'entra nulla e anzi per una volta sarebbe da applaudire il tempismo clamoroso di viale Mazzini, visto che nelle ore in cui La Preside è diventata un fenomeno televisivo intorno alla Carfora si è aperto un nuovo clamoroso caso, questa volta di cronaca: la dirigente scolastica infatti sarebbe stata vittima di stalking da parte di Giuseppina Giuliano, detta Giusy, la collaboratrice scolastica che nel 2023 aveva conquistato le prime pagine di tutti i quotidiani raccontando di fare la pendolare partendo ogni giorno da Napoli per andare a lavorare al liceo Boccioni di Milano piuttosto che pagare l'affitto di una stanza nel capoluogo lombardo. Una storia, sulla quale pesavano molti dubbi già all'epoca dei fatti e che in tanti utilizzavano per descrivere un'Italia alle prese con il caro-affitti (innegabile) ignorato dalle autorità locali e nazionali.
Nel 2025 Giusy è stata trasferita proprio alI'Istituto scolastico "Morano" nel Parco Verde di Caivano, guidato dalla preside nota da anni per il suo impegno contro la dispersione scolastica, prima di entrare in contrasto con la Carfora per un congedo per malattia richiesto dalla donna finito in una causa e un licenziamento. Ingiusto, secondo la Giuliano, che sui social si è scagliata pesantemente contro la preside.