"Io voterò sì, super convinto ma con una condizione". Paolo Mieli svela a Otto e Mezzo cosa scriverà nelle urne il 22 e 23 marzo, quando gli elettori saranno chiamati a pronunciarsi sul referendum giustizia. Un annuncio che lascia di sasso Lilli Gruber e gli altri ospiti di La7 e su cui il giornalista si spiega meglio: "Lo penso da 37 anni, fin dalla riforma Vassalli. Faccio parte di quella sinistra che si è riunita a Firenze". Il riferimento è all'appuntamento tenutosi nella Palazzina reale di Santa Maria Novella dove si sono ritrovati anche pezzi importanti del Pci, dei Ds e dell’Ulivo che furono. Tutti con un'unica convinzione: votare sì alla riforma della Giustizia voluta da Carlo Nordio e dal centrodestra.
E tra questi c'è anche Mieli, appunto, che però "la sera prima del voto andrò a cena con i satanassi del 'no' tra cui Lina Palmerini, Lucio Caracciolo e Tomaso Montanari, in una cena di confronto. È importante avere le idee chiare e considerare tutte le opinioni prima di decidere definitivamente".
L'endorsement di Mieli non è una novità. Il giornalista aveva già palesato il suo voto sempre in tv, a PiazzaPulita. "Condivido il senso generale di questa riforma. L'ho condiviso da 20 o 30 anni come il Pd da D'Alema fino a Letta. Il principio della separazione delle carriere era nelle carte...", sono state le sue parole nello studio di Corrado Formigli.