Paolo Berizzi, firma di Repubblica, sarebbe stato condannato per diffamazione ai danni dell'avvocato Lorenzo Borrè, cui dovrà essere corrisposto un risarcimento di 15mila euro.
Lo scrive Luciano Capone sul Foglio. I fatti risalgono all'esplosione del "caso Soumahoro", quando la moglie dell'allora deputato di Avs, Liliane Murekatete, indica Borrè come legale. "Berizzi, giornalista specializzato sull’estrema destra - ricostruisce il Foglio - scrive un tweet duro contro questa scelta: 'Basta dare un'occhiata alla storia dell’avvocato di Priebke per capire che dalle parti della famiglia Soumahoro non ne azzeccano una. Uno cha difeso, ospitato e protetto il boia nazista delle Fosse Ardeatine. Fermatevi, per decenza'". Il riferimento era a Erich Priebke, l’ex capitano delle SS responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
A quel punto Borrè cita il giornalista per il risarcimento danni. E oggi la sentenza è chiara: per il tribunale di Roma il tweet di Berizzi “ha determinato inequivocabilmente una lesione della dignità personale dell’avv. Borrè, in quanto lo ha indicato quale un soggetto che avrebbe ‘ospitato e protetto’ Priebke, un criminale nazista, condannato all’ergastolo, laddove il ricorrente aveva avuto col predetto ordinari rapporti professionali”. Capone, infine, ha ricordato: "L’avvocato è un pilastro fondamentale del giusto processo, come ricorda l’art. 111 Cost., e non un complice o un favoreggiatore degli imputati che difende".