Fantozzi, accolto rocambolescamente nel Gran Consiglio dei Dieci Assenti, ricevette un inaspettato invito dal Duca Conte Barambani, il direttore della Megaditta: «Dato che è entrato nel gotha di noi privilegiati le offro la tessera d’onore del circolo del polo. Il primo invito è per giovedì». «Al polo...», sospirò Fantozzi, «mi hanno invitato al polo...». Capì Circolo Polare Artico e si presentò su una slitta trainata da cani, travestito da esploratore, con provviste per sei mesi e tenda rossa sulla cui estremità garriva una bandierina italiana. «Ah», esclamò Barambani, accogliendolo, «ha anche il senso dell’umorismo: arriverà in alto Fantocci!». Ieri era giovedì e Corrado Formigli, matricola antifascista barra bis, ha costruito la sua Piazzapulita su un reportage dalla Groenlandia, atterrato tra gli eschimesi i quali invero erano preoccupati più della pesca dei merluzzi che del ciuffone di Trump, anche perché Donald ha smentito la barzelletta dell’invasione militare tra foche e caribù. Il reportage, già strappa risate, è andato in onda con un paio di giorni di ritardo, ma vabbè.
Sss, silenzio, su La7 inizia lo spettacolo. Formigli, improvvisatosi Piero Angela, informa gli spettatori: «È la storia di un popolo che non concepisce la proprietà privata», dunque più in linea con la dottrina Salis che con quella Monroe, e però non risulta che finora sant’Ilaria patrona delle case altrui abbia mai occupato un igloo, sennonché gira voce che la Bonelli&Fratoianni stia esplorando nuove latitudini. I due scopritori di talenti – voce ancora non confermata – al prossimo giro potrebbero candidare un orso polare e un lemming, che però hanno il problema del casellario giudiziale immacolato.
«È la terra di un popolo che non conosce la guerra», spiega Formigli, e per fortuna non la conoscerà, dato che Trump non manderà nell’Artico neanche un vigile disarmato di fischietto, cosa che invece ha fatto la comica spedizione europea. Niente, imbacuccato l’esploratore rosso insiste: «Non avrei mai pensato di tornare a raccontare un popolo minacciato del mio continente, e a minacciarlo è il presidente degli Stati Uniti in persona». Formigli si traveste da colonnello Bernacca: «In questo momento ci sono meno dodici gradi, con la neve». E noi pensavamo che da quelle parti tirasse lo scirocco e che gli Inuit organizzassero grigliate a petto nudo.
In studio, dietro le quinte a osservare la missione, c’è Maurizio Landini, il quale per protestare contro il nazistaccio di Trump amico delle destre aveva in testa lo sciopero generale dei trichechi, che però il venerdì hanno già da fare: al capo della Cgil è arrivata l’adesione solo di una dozzina di mammiferi, kefiah sulle zanne e pinne chiuse. Landini gli ha comunque garantito un salario di 5 euro all’ora, come quello sottoscritto per i vigilantes.
Torniamo a Formigli, ora in versione storico: «Bisogna rispettare i popoli per quello che sono e per le loro necessità», cosa che per almeno un paio di decenni, dagli anni ’70, la Danimarca ha dimenticato, visto che ha attuato un piano di sterilizzazione degli inuit, ma va detto che il nostro inviato si ricorda di accennarlo. Ah: i danesi fino all’altro ieri sottoponevano anche i genitori delle famiglie groenlandesi a test psicologici specifici, ma questo è sfuggito. Il servizio dall’isola prosegue a tamburo battente: Formigli entra in una pescheria e si fa spiegare come vengono cucinate le foche. Poi si parla di grasso di balena. Formigli ci dice che è un’isola sotto assedio.
L’esploratore rosso, indomito, entra in un locale dove beve, balla e canta. È chiaro che gli autoctoni lo fanno per allentare la tensione, che si taglia a tranci, come il pesce. In seguito il conduttore di Piazzapulita si imbarca su un peschereccio dove un lupo di mare gli dice, rendendolo felice, che Trump è un malato di mente. Riavvolgiamo il nastro. Prima di lanciare il servizio, dialogando con l’eurodem Lucia Annunziata, Formigli ci rende edotti: «Ho visto tanti militari e tanti ne stavano arrivando». La Germania ha mandato in gita ben 15 soldati disarmati per una manciata d’ore. Si trema, ma non per il freddo. I militari locali sono talmente in tensione che quando Formigli chiede a una soldatessa se è preoccupata questa ride. Dimenticavamo la scena in cui Formigli, prima di finire col sedere a terra, finisce a casa di un Inuit che gli spiega come mangia il pesce crudo.
Fantozzi, un’altra volta, si perse nella neve. Nessuna sua traccia per ore. Poi, a valle, cominciò ad arrivare roba in quest’ordine: dopo un’ora e venti uno sci con scarpone incorporato; dopo un’ora e settanta esatte racchette e barilotto di Cordiale tipo Cane San Bernardo; poi una ciocca di capelli, due molari e l’indice della mano sinistra Finalmente, in un silenzio orrendo, a notte fonda, Fantozzi a pelle di leone. Credeva di essere il Comandante Nobile nell’inferno del Polo Nord. Non conosceva Formigli.