Giuliano Spazzali è scomparso all’età di 87 anni, lasciando un segno profondo nella storia giudiziaria e civile dell’Italia contemporanea. Nato a Trieste il 1° gennaio 1939, ha vissuto e svolto quasi interamente la sua carriera professionale a Milano, città in cui è morto dopo una lunga malattia. Avvocato di grande rilievo, è ricordato soprattutto per il ruolo centrale avuto in alcuni dei più importanti e controversi processi del Novecento italiano.
La sua carriera forense ebbe inizio insieme al fratello Sergio, all’interno del gruppo di Soccorso Rosso Militante, impegnato nella difesa di militanti della sinistra extraparlamentare. In seguito, Spazzali divenne uno dei principali difensori degli anarchici del Ponte della Ghisolfa, coinvolti nei procedimenti giudiziari successivi alla strage di piazza Fontana, una delle pagine più drammatiche della storia italiana. Il suo impegno in questi processi contribuì a renderlo una figura di riferimento nel panorama dell’avvocatura penalista.
La notorietà presso il grande pubblico arrivò però con l’inchiesta Mani Pulite e, in particolare, con la difesa di Sergio Cusani. In quel contesto, Spazzali fu protagonista di celebri e accesi confronti in aula con il pubblico ministero Antonio Di Pietro, diventando simbolo di un’avvocatura combattiva e rigorosa, capace di confrontarsi senza timori con il potere giudiziario. Ritiratosi dalla professione nel 2008, si dedicò alla sua grande passione per l’arte