È Nicola Fratoianni a tornare sul caso Ghali. All'indomani dello scoppio della vicenda del rapper invitato alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Milano Cortina, ieri è stato il leader di Alleanza Verdi Sinistra a intervenire sulle parole del ministro dello Sport Andrea Abodi che aveva detto che dal palco il cantante non avrebbe espresso il suo pensiero sulla Palestina. «Ghali» ha dichiarato Fratoianni, «è un bravissimo artista di questo Paese, e non solo di questo Paese, stimato ed apprezzato, che ha delle idee, che è impegnato dal punto di vista civile, politico ed etico ed è giusto che possa esprimere esattamente ciò che pensa in ogni situazione. Questa è l'arte». «La cultura» ha aggiunto «è innanzitutto libera e chi pensa di imbrigliarla preventivamente fa un'operazione non solo di censura ma un'operazione ridicola e pura inaccettabile».
A stemperare il clima ci ha pensato il ministro per la Famiglia e le pari opportunità, Eugenia Roccella. «La cerimonia di apertura delle Olimpiadi è un evento istituzionale che deve unire: entrarci con polemiche o interventi discutibili sarebbe improprio» ha dichiarato, commentando le polemiche sulla partecipazione di Ghali all'evento di apertura di Milano-Cortina, intervenendo a Ping Pong su Rai Radio1. «Il richiamo al rispetto è coerente con la vocazione dello sport» ha aggiunto «e con il messaggio che vogliamo trasmettere, soprattutto ai giovani. Mi auguro che lo sport ei suoi valori restino al centro anche della cerimonia». Ma sul tema ha parlato anche il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fredriga.
«Se Ghali fa il suo mestiere», ovvero «balla e canta, va benissimo» ha detto l'esponente leghista rispondendo a una domanda dei giornalisti. «Io ascolto Ghali, figuriamoci. Dopodiché ha idee totalmente diverse dalle mie che legittimamente esprime, e non deve farlo però utilizzando dei palcoscenici che non sono propri, e dove io spero legittimamente di poter esprimere idee diverse». A gettare acqua sul fuoco è anche il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah, Roberto Jarach. «Io sono per la libertà di espressione, quindi non ho paura se Ghali viene ad esprimere le sue cose, trovo come sempre inopportuno che vengano sfruttate delle occasioni di questo genere, soprattutto di divertimento e momenti leggeri, per introdurre in modo molto spesso scorretto degli argomenti molto più seri» ha detto Jarach, a margine della cerimonia di posa della corona di fiori all'ex Albergo Regina a Milano per il Giorno della Memoria.
Intanto, a nove giorni dal suo inizio, la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma il 6 febbraio allo Stadio San Siro, si preannuncia come uno degli appuntamenti più imponenti e spettacolari nella storia dei Giochi. Sarà per la prima volta una cerimonia diffusa, che si svolgerà in località diverse: un evento di portata globale, frutto di un progetto corale che coinvolge migliaia di persone e mette in campo competenze artistiche, tecniche e organizzative di altissimo livello. A San Siro, dalle ore 20, si esibiranno alcune tra le voci ei volti più riconosciuti della scena artistica italiana e internazionale come Mariah Carey, Andrea Bocelli, Laura Pausini, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Ghali e molti altri.