La sinistra assolta per non aver compreso il fatto. In questi giorni, nei principali salotti televisivi di La7, stiamo assistendo a ospitate di attori, intellettuali ed esponenti progressisti che, con grande fatica, stanno cercando di ribaltare il quadro degli eventi di Torino per attaccare Giorgia Meloni e il governo di centrodestra. Secondo loro, infatti, c'è una netta distinzione tra chi ha manifestato pacificamente - compresa Avs presente nel capoluogo piemontese - e i criminali di Askatasuna, in ogni caso sostenuti e difesi da tempi. Anche da autorevoli politici del centrosinistra.
"Viene sostanzialmente accusato di complicità con la violenza chi semplicemente manifesta un dissenso rispetto allo stato delle cose, tra l'altro piuttosto preoccupante se non allarmante - ha spiegato l'attrice Jasmine Trinca a Otto e mezzo da Lilli Gruber -. Perché io continuo a credere che invece quella parte della società civile che scende in piazza e che manifesta, in questo caso 50 mila persone quindi non poche, è una parte di società civile che partecipa attivamente a un'idea diversa del mondo. E quindi in qualche modo demonizzare le persone che non solo hanno un sidagio sociale ma che vorrebbero un'altra visione del mondo mi sembra preoccupante".
Ciò che l'ottima Trinca scorda, però, è che si sapeva perfettamente che quella manifestazione sarebbe sfociata in una guerriglia urbana. La stessa Askatasuna lo aveva annunciato da tempo, diffondendo anche un manuale su come prepararsi allo scontro con le forze di polizia. Quelle 50mila persone che hanno sfilato per le vie di Torino lo hanno fatto per un corteo organizzato dal centro sociale che negli anni - non solo sabato scorso - si è reso protagonista di atteggiamenti fuori dal perimetro costituzionale. Quindi l'argomentazione di Jasmine Trinca non regge per i fatti la smentiscono.