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Beatrice Venezi, sceneggiata infinita: Tortato si dimette in polemica con la direttrice

mercoledì 11 marzo 2026

3' di lettura

Nella surreale telenovela della sinistra contro Beatrice Venezi ci mancavano le dimissioni: quelle di Alessandro Tortato, consigliere di indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. "Ancora in barba allo statuto, si è voluto far pronunciare nuovamente il Consiglio di indirizzo sulla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro. A questo punto è evidente che la questione si è fatta meramente politica e che, di conseguenza, non c'è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri. Quindi me ne vado", scrive sui social Tortato, nominato nel gennaio 2025 dal ministero della Cultura. Poche ore prima c'era stato il voto consultivo con cui lo stesso organismo presieduto dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha confermato la nomina della Venezi a direttrice musicale per 4 anni a partire dall'ottobre 2026. 

Nel post su Facebook, Tortato spiega che è "finalmente giunto il momento di trarre le conclusioni su questa mia breve esperienza di consigliere d'indirizzo del Teatro La Fenice" e riepiloga dunque la vicenda. "Nel gennaio del 2025 vengo contattato dal Ministero della Cultura che mi chiede la disponibilità per ricoprire l'incarico di consigliere d'indirizzo presso la Fondazione del Teatro La Fenice. Serve una figura tecnica - mi dicono -, un musicista. Per me è un grande onore: è uno dei teatri più prestigiosi al mondo, è il teatro della mia città, è il teatro in cui è avvenuta la mia formazione musicale, è il teatro in cui ho diretto più volte l'Accademia Musicale di San Giorgio, l'orchestra in residence alla Fondazione Cini di cui sono stato per anni direttore artistico e direttore principale".

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"Accetto lusingato e sorpreso, non avendo tessere politiche - scrive Tortato -. In democrazia chi vince le elezioni ha il diritto di governare, anche i teatri che sono istituzioni fondamentali del nostro paese. Il sovrintendente, al netto delle ipocrisie, è una figura politica. Mi si fa il nome di Nicola Colabianchi. Ha ricoperto questa carica all'Opera di Roma e a Cagliari. Insegna a Roma in Conservatorio. Ha quindi tutte le carte in regola. La sua candidatura viene proposta dal Presidente, approvata dal Consiglio, comunicata al Ministero che lo nomina".

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"Nicola Colabianchi nomina Beatrice Venezi direttore musicale del Teatro La Fenice. È una nomina legittima, lo dice lo Statuto, legge fondamentale del Teatro. Si può essere in disaccordo, protestare, parlare di prassi violata, ma la nomina è lecita. Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all'unanimità dal Consiglio d'indirizzo, cosa mai avvenuta - denuncia Tortato -. Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche, può farlo solo su approvazione bilanci, programmazione, individuazione Sovrintendente, vertenze sindacali. Stop. Affermo tale pensiero pubblicamente e in un consiglio successivo mi oppongo all'inserimento nel verbale dell'espressione 'il Consiglio approva all'unanimità la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del teatro', propendendo per un generico sostegno a Venezi in quanto direttore musicale del Teatro, nominato legittimamente dal Sovrintendente. L'affaire Venezi nel frattempo diventa argomento di discussione politica nazionale". "Me ne vado - conclude -. Torno alle mie passioni, mai abbandonate, con il grande rimpianto di aver vissuto un'esperienza che mi aspettavo entusiasmante e che si è invece rivelata un disastro. Un disastro pero' estremamente interessante sotto molti punti di vista".

Le dimissioni di Tortato "sono l'ennesima prova che la nomina di Beatrice Venezi rappresenta una scelta fatta in sfregio ai lavoratori e al prestigio di uno dei teatri lirici più importanti del mondo. A dimettersi dovrebbe essere chi ha nominato Venezi - è la nota degli esponenti del Movimento 5 Stelle in Commissione cultura -. Tortato lascia denunciando un clima diventato ormai apertamente politico attorno alla nomina di Beatrice Venezi come direttore musicale. Una nomina che è stata accompagnata da dichiarazioni gravissime contro il teatro, i suoi musicisti e il suo pubblico. Abbracciare chi parla della Fenice come di un teatro con 'gestione anarchica', definisce orchestrali e coristi 'pippe il cui massimo titolo è il battesimo' o ridicolizzare il pubblico veneziano non è solo offensivo: è un attacco diretto alla dignità di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito negli anni il prestigio internazionale del teatro. Professionisti selezionati con concorsi durissimi, riconosciuti nel panorama musicale mondiale. Ancora una volta si conferma la logica che ha guidato questa scelta: non valorizzare il teatro, ma piazzare un'amica di Giorgia Meloni, a costo di calpestare professionalità, autonomia delle istituzioni culturali e il rispetto dovuto a chi ogni giorno fa vivere quel palcoscenico. Una vergogna internazionale". 

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