"L'unico aspetto del trasformismo meloniano che va apprezzato riguarda la Russia": Massimo Giannini lo ha detto nello studio di Giovanni Floris a DiMartedì su La7 riferendosi al caso del conduttore propagandista della tv di Mosca, Vladimir Solovyev, che durante uno dei suoi programmi ha insultato la premier Giorgia Meloni con epiteti volgari e irripetibili. "Anche il mollare Trump non è una brutta idea...", è intervenuto allora Floris.
Ma l'editorialista di Repubblica ha replicato: "Su quello sono molto più cauto, lo voglio vedere fino in fondo il film. Mi interessa però che sul fenomeno russo mantenga la barra del timone salda. E questo è l'unico aspetto per il quale va secondo me apprezzata la politica estera italiana". Tornando al caso di Solovyev, per cui è stato anche convocato l'ambasciatore russo in Italia, Giannini ha aggiunto: "È un fatto volgarissimo, inaccettabile, però insisto: per quanto vicino a Putin, è un conduttore televisivo, non lo trasformerei in un incidente diplomatico che chiama in causa gli Stati, la convocazione degli ambasciatori". Secondo il giornalista, dunque, Solovyev è un conduttore qualsiasi e non un fedelissimo dello zar.
A seguire, Giannini si è cimentato in un paragone paradossale: "Come se lei - riferendosi a Floris - dicesse qui qualcosa contro Trump e il giorno dopo viene convocato l'ambasciatore italiano negli Stati Uniti". "È più importante di me", ha risposto con un certo imbarazzo il conduttore di DiMartedì.