In onore della clamorosa querelle Italia-Russia, a poche ore dai vergognosi insulti di Vladimir Solovyov a Giorgia Meloni, Rosario Fiorello decide di dedicare al caso ampio spazio nell'ultima puntata di La Pennicanza, su Rai Radio 2.
"Questa povera Giorgia Meloni non ha pace: prima Trump, poi la Russia… ci manca solo il Vaticano", esordisce lo showman. "È come se in Italia Marco Liorni dicesse ‘Putin sei una me***a’ o Lorena Bianchetti se la prendesse col primo ministro della Grecia".
Fiorello passa poi a leggere finti titoli di agenzia: "La prima reazione della Meloni è stata: ‘Pensavo fosse un programma de La7’", "Insulti in un programma russo alla Meloni, lo hanno fatto all’interno di un programma di propaganda che si chiama La Putinanza". Prova quindi a coinvolgere direttamente la premier: "Le ho mandato un vocale per farmi mandare un insulto di risposta… ma non può rispondermi ora, ha il consiglio dei Ministri".
Subito dopo il video di un improbabile Bruno Vespa che risponde alle accuse: "Solovyov, lei è un figlio di Putin. Se la prende con Giorgia perché è una donna. Le mando Al Bano sotto la finestra alle 3 di notte. La riempio di parolacce in libertà. Ora mandate questo video in Russia". Fiorello quindi commenta: "Adesso mandate l’ambasciatore italiano a dire che non è un insulto… è intelligenza artificiale".
A sorpresa arriva anche l’intervento di un inverosimile Ignazio La Russa: "Sono il presidente del Senato, interrompo democraticamente il programma. Dobbiamo riportare serenità tra Russia e Italia e tenere i due paesi sotto l’insegna del reciproco rispetto… Solovyov sei una testa di mi***ia. Prova a dirle a me queste cose: arriviamo io, i miei figli e i miei nipoti, Geronimo, Apache, Agamennone, Vercingetorige e invadiamo la Russia in sei minuti. Se ti prendo uso la tua testa come pennello e scrivo sui muri del Cremlino ‘Putin comunista’”.