"Sono serena. Sto ricevendo migliaia di messaggi, mail, commenti social. Un'ondata di affetto dall'Italia e dall'estero perché la notizia è esplosa nel mondo". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, Beatrice Venezi, ex direttrice d'orchestra del Teatro La Fenice di Venezia.
"Non ho accusato nessuno di nepotismo - spiega -. L'intervista alla Nacion parla chiaro. Vogliamo dire della disparità di trattamento da parte della fondazione nei miei confronti? I dipendenti sono andati avanti per mesi con denigrazioni e diffamazioni, con il tacito consenso del sovrintendente. Se si fanno proclami dal palco durante un concerto senza il via libera del sovrintendente si rischiano lettere e sanzioni, che dalla fondazione non sono mai arrivate ai responsabili. Colabianchi ha concesso all'orchestra di fare una campagna di odio contro di me, con spillette e lancio di volantini, dando al mondo un'immagine scadente della Fenice. Hanno messo in discussione la mia competenza - prosegue Venezi -, il mio talento, il mio percorso".
Poi parla dei prossimi passi che ha intenzione di fare da punto di vista legale: "Se farò causa? L’aspetto legale è in costruzione, lo farà il mio avvocato. Ma voglio dire ancora qualcosa sulla disparità di trattamento tra me e i dipendenti. Negli ultimi mesi ho subìto una campagna diffamatoria, fino al bullismo". Insomma, la Venezi è un fiume in piena e a quanto pare la partita non è affatto chiusa.