"È una vittoria politica che poco ha di artistico": Pietro Senaldi, condirettore di Libero, lo ha detto in collegamento con David Parenzo a L'Aria che tira su La7, riferendosi alla decisione del teatro La Fenice di Venezia di annullare tutte le collaborazioni con il direttore d'orchestra Beatrice Venezi. Una decisione scaturita da un'intervista a La Nacion in cui la Venezi diceva: "Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio".
"Io non sono in grado di valutare tecnicamente quanto la Venezi meritasse quel posto - ha proseguito Senaldi - penso che lei abbia trovato una exit strategy che le consente di dire che è stata bullizzata, cosa verissima... Pensate se un'orchestra di destra avesse rifiutato così una direttrice suggerita dalla sinistra! Sarebbe successa la fine del mondo". "Lei è stata bullizzata perché di destra secondo te?", gli ha chiesto il conduttore. E lui: "Lei è stata bullizzata non voglio dire perché donna ma sicuramente perché di destra".
"È stata criticata, non bullizzata", è intervenuta la giornalista Daniela Preziosi. E a quel punto Senaldi ha risposto: "No, alla Fenice sono già stati imposti dei giovani direttori d'orchestra senza che succedesse nulla. Però erano imposti dalle persone giuste e peraltro non hanno fatto grandi figure e non sono stati contestati più di tanto". E ancora: "Io non giudico tecnicamente la Venezi, sarei un pazzo a farlo. Detto questo, è una vittoria politica. Se altri teatri importanti nel mondo le faranno dei contratti e continuerà la sua carriera nei prossimi anni, allora avrà avuto ragione lei e torto l'orchestra di Venezia".