La Procura generale di Milano ha affermato che dagli "accertamenti" svolti nell'ultimo mese e mezzo, gli scoop giornalistici sul caso di Nicole Minetti "non corrispondono al vero" e "non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito" che ha portato alla "concessione della grazia" all'ex igienista dentale e consigliera regionale della Lombardia, smentendo così lo "scoop" del Fatto Quotidiano.
In una lunga nota in cui viene ripercorsa l'intera vicenda la Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha spiegato che in particolare sono "smentite" sia da "dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive" che da quelle "rese ai carabinieri da persone informate sui fatti" le "affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni", rivelazioni "rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo".
Soltanto ieri, martedì 2 giugno, Massimo Gramellini si era lanciato in un'invettiva clamorosa nel corso di DiMartedì, il talk show politico di La7 condotto da Giovanni Floris. "L'ennesimo pasticcio - aveva detto -. Ce ne è uno alla settimana. Fammi fare i complimenti ai colleghi del Fatto Quotidiano che hanno fatto un grande scoop. Mi pare un enorme pasticcio. Tutti si stanno ovviamente scaricando. Io mi domando... ho sentito la procuratrice d'Appello a Milano che ha detto: 'siamo stati diligenti, forse non siamo stati perspicaci'. Ecco io mi domando... a prescindere da tutto quello che poi verrà fuori. Ma era proprio il caso di dare la grazia? Ci voleva la perspicacia? Ma Nicole Minetti, al di là dei suoi meriti o demeriti, è l'emblema di qualcosa che ci ricordiamo tutti. Lei - aveva concluso il giornalista - è diventata in qualche modo un personaggio simbolo di qualcosa. E tu vai proprio a chiedere la grazia per questa persona? In più poi pare nel modo in cui lo hanno fatto".