La Procura generale di Milano conferma il parere positivo alla grazia presidenziale concessa a Nicole Minetti il 18 febbraio 2026. Lo spiega la Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, nella nota stampa con cui informa di aver trasmesso oggi al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, una "relazione" in cui è illustrata l'attività istruttoria svolta dopo le rivelazioni giornalistiche del Fatto Quotidiano sulla vita in Uruguay dell'ex igienista dentale e il compagno Giuseppe Cipriani.
Nello specifico, la Procura generale di Milano afferma che dagli "accertamenti" svolti nell'ultimo mese e mezzo, gli scoop giornalistici sul caso di Nicole Minetti "non corrispondono al vero" e "non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito" che ha portato alla "concessione della grazia" all'ex igienista dentale e consigliera regionale della Lombardia. In una lunga nota in cui viene ripercorsa l'intera vicenda, Nanni sottolinea come siano state"smentite" sia da "dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive" che da quelle "rese ai carabinieri da persone informate sui fatti" le "affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni", rivelazioni "rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo".
Ad aprile il quotidiano di Marco Travaglio aveva pubblicato un’inchiesta nella quale aveva messo in dubbio le motivazioni per le quali veniva concessa la grazia, evidenziando prima di tutto alcune presunte irregolarità nelle procedure di adozione del figlio. Nelle ricostruzioni sulle quali si basava il provvedimento, il bambino risultava abbandonato alla nascita, ma secondo il Fatto erano stati Minetti e il compagno a fare causa ai genitori biologici per ottenere la sospensione della responsabilità genitoriale e l’affidamento.