"Ha ragione Calenda quando dice: alla fine c'è l'Europa, non c'è la relazione speciale Trump-Meloni?": Luca Telese lo ha chiesto a Pietro Senaldi a In Onda su La7, riferendosi alle ultime forti tensioni tra il presidente americano e la premier. "Credo che a Trump si possano dare tantissime responsabilità, infinite. Una responsabilità che non gli si può dare, però, è se l'Unione europea è ancora un progetto più sulla carta che nella realtà, perché questo è responsabilità dei leader europei, non certo di Trump né della Meloni", ha risposto il condirettore di Libero.
E ancora: "Lui vede una debolezza dell'Europa, ma non solo Trump... Gli Stati Uniti da sempre non sono stati troppo interessati a che l'Europa diventasse un'entità politica omogenea e unica. La Gran Bretagna era un po' la quinta colonna nell'Ue per impedire questo processo ma poi ci hanno messo del loro anche soprattutto la Francia e gli altri Paesi. Quindi gli Usa non sono a favore dell'Ue, e dobbiamo cavarcela noi se siamo in grado, non vedo dei segnali particolarmente positivi in questo senso, però figurarsi, io sono favorevole".
Quando gli è stato chiesto del repentino cambio di orientamento di Libero, passato dal titolo di prima "Giorgia-Donald, di nuovo amore" a "Trump è un cog***ne" e "Ma vaffantrump", Senaldi ha spiegato: "A noi era sembrato che nel G7 ci fosse stato un attimo di distensione, poi le cose cambiano. Noi abbiamo registrato questa caduta di stile di Trump, che si poteva risparmiare, e poi nelle interviste e nei servizi abbiamo dimostrato che Meloni è stata attaccata non per la sua debolezza ma perché si è opposta alle richieste sulle basi. Poi ha difeso il Papa contro Trump...".