Giorgio Gaber
La nuova dicotomia per orientarsi nella mappa concettuale, geopolitica, valoriale, che traccia i confini tra destra e sinistra arriva dal Paese dei Lumi (spenti): è quella condizionatore/ventilatore. Se il secondo infatti a gauche è tollerato, attivare il primo in Francia ormai è un chiaro indizio di istinti reazionari, turbo-capitalisti ed ecocidi (non è un calembour, l’“ecocidio” come danno duraturo all’ecosistema è un reato introdotto da qualche anno nel Codice penale transalpino).
Come ha detto la ministra della Transizione ecologica Monique Barbut: «Sono inorridita da chi mi dice che basta mettere l’aria condizionata. Questo non è adattamento al cambiamento climatico!». Insomma il climatizzatore magari evita che qualche uomo in carne, ossa e sudore soffochi, ma non salva l’Umanità: è chiaramente di destra. Siamo al gaberiano “Fare il realtà. Ad esempio, “Io direi che il culatello è di destra/ la mortadella è di sinistra” è chiaramente un’immagine novecentesca: oggi affettati, insaccati e carni rosse sono tutte robacce di destra, all’indice dell’Inquisizione vegan-salutista. Cambia la posizione nelle tabelle al variare del criterio di demarcazione, quel che permane è l’ossessività manichea dello schema. Destra/sinistra. Il padre nobile della contrapposizione, se volete, è quel Norberto Bobbio che scovò la chiave distintiva nel diverso atteggiamento di fronte al valore dell’uguaglianza. Nell’affermazione che la destra privilegi anzitutto la “diseguaglianza” (una categoria in negativo, rispetto a quello che poteva essere semplicemente la “libertà”) c’è peraltro la genesi di un certo doppiopesismo morale, se non moralistico. Sviluppando le idee di Bobbio, Gianni Vattimo arriverà a identificare come di destra “il karaoke”, inteso anzitutto come metafora dell’industria dell’intrattenimento. Fiorello è di destra, Fabio Fazio è di sinistra (anche se non ha mai visto un operaio in vita sua, o forse proprio per quello).
Perché nel frattempo la suddetta industria dello spettacolo si è ampiamente ristrutturata, interiorizzando la griglia acefala destra/sinistra. La nuova bussola per distribuire le parti in commedia prevede parole-chiave come “Gaza” e “genocidio”, col risultato paradossale che qualunque mezza calzetta del politicamente corretto strimpelli in kefiah contro lo Stato ebraico diventa di sinistra, mentre Francesco De Gregori, il quale rivendica il diritto dell’artista a non mortificarsi in propagandista ProPal, diventa suo malgrado di destra. È la paranoia del patentino antifascista, la stessa per cui Luigi Pirandello e Louis-Ferdinand Céline (forse il più grande drammaturgo e il più grande scrittore del ‘900) sarebbero oggi respinti all’ingresso di “Più libri più liberi” in quanto indubitabilmente di destra, mentre Roberto Saviano e Chiara Valerio (le cui opere azzardiamo rivelino un valore letterario lievemente inferiore) vengono portati in trionfo. Non contano le gerarchie (peraltro in quanto tali fasciste) conta l’eterno ritornello.