Sigfrido Ranucci commenta i quattro arresti in merito all'attentato compiuto ai suoi danni lo scorso ottobre. "Leggere nelle carte lo spessore criminale di queste persone è abbastanza inquietante: volevano far cascare un palazzo, volevano entrare nella storia e, qualcuno, si vanta anche di aver gambizzato delle persone in passato. Credo sia importante che si vada avanti e che si arrivi a tutti i livelli che sono dietro a questo attentato che aveva come unica finalità limitare ulteriormente la libertà di stampa". Ospite de La Vita in Diretta in onda su Rai 1 il conduttore di Report tiene anche a ringraziare la sua "squadra" che in questi mesi "ha moltiplicato anche le forze", il tutto "senza cedere di un millimetro". E poi il grazie di Ranucci "al magistrato Carlo Villani che è stato determinato" e ancora ai Carabinieri di Roma e alla Polizia di Stato.
Quanto emerso dimostra che l'attentato era stato pianificato nei dettagli, eseguito da un gruppo che avrebbe agito su commissione e che, dopo l'esplosione, avrebbe persino ricevuto la disponibilità di denaro e appoggi per lasciare l'Italia. Nell'ordinanza cautelare di 107 pagine firmata dalla gip di Roma Iole Moricca, la disposizione degli arresti di Antonio Passariello, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D'Avino.
L’inchiesta trae origine dall’attentato avvenuto la sera del 16 ottobre 2025 a Torvaianica, frazione di Pomezia, quando un ordigno fu fatto esplodere davanti al cancello dell’abitazione del giornalista, distruggendo due auto e danneggiando il muro perimetrale. L’esplosione, avvenuta davanti casa in pieno contesto urbano, aveva messo in serio pericolo anche l'incolumità di chi abita vicino e non solo. Per la giudice, gli indagati non avrebbero agito autonomamente, ma "su mandato di persona allo stato non identificata", circostanza che orienta le indagini verso la ricerca del mandante.