È Valter Lavitola per il pm il mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci. "Un amico, ci sentivamo quasi tutti giorni", lo ha definito lo stesso giornalista dopo che una foto - dei due insieme al ristorante - era già stata largamente diffusa. Un sospetto, quello del pubblico ministero, che se confermato ribalterebbe la narrazione di una parte della sinistra. Basta pensare che a ottobre, a un giorno di distanza dall'accaduto, Elly Schlein andava puntando il dito contro il governo.
E dal palco del congresso Pse ad Amsterdam diceva: "Quello che loro fanno è solo propaganda, ogni giorno. Alimentano un clima di divisione, di odio, una polarizzazione". E ancora: "Voglio esprimere la mia solidarietà a uno dei più famosi giornalisti di inchiesta del mio Paese, Sigfrido Ranucci, perché ieri è scoppiata una bomba davanti alla sua casa. La democrazia è a rischio, la libertà di espressione è a rischio quando la destra è al governo".
Da qui lo sfogo di Raffaele Speranzon. Dopo le accuse a Lavitola, il vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d’Italia tuona: "La vita talvolta è davvero sorprendente. Le indagini sull’attentato davanti casa di Sigfrido Ranucci stanno facendo emergere un’ipotesi inquietante, secondo cui il mandante dell’attentato sarebbe il noto faccendiere pregiudicato Valter Lavitola. L’aspetto che lascia basiti è che tra i due, presunto mandante e vittima, pare ci sia un legame di amicizia. Questo scenario smentirebbe i vergognosi teoremi che qualcuno ha provato a imbastire, relativi a un collegamento tra la bomba ed esponenti del governo e della maggioranza. Seguiamo i lavori della Procura, sperando che si faccia massima chiarezza su questo gravissimo episodio".