L’ufficialità è arrivata. L’Unione europea ha revocato un finanziamento da 2 milioni di euro alla fondazione La Biennale di Venezia. Il versamento era stato sospeso nelle scorse settimane appunto per le polemiche sulla partecipazione (fortemente voluta dal presidente Pietrangelo Buttafuoco) della Russia all’edizione 2026 della manifestazione di arte contemporanea. L’annuncio lo ha dato Thomas Regnier, portavoce di Bruxelles: «Seguendo il parere giuridico e la raccomandazione della Commissione europea, l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (Eacea) ha deciso di annullare il finanziamento da 2 milioni di euro». «Gli eventi culturali finanziati con il denaro dei contribuenti europei dovrebbero tutelare i valori democratici e promuovere il dialogo, la diversità e la libertà di espressione, principi che attualmente non vengono rispettati in Russia», ha aggiunto. In serata è arrivata una nota della Biennale per fare il punto della situazione.
La revoca della sovvenzione è «una decisione da tempo preannunciata da autorità politiche, e che pertanto ci obbliga ai passi successivi che avevamo già reso noti, cioè far valere le nostre ragioni nelle sedi competenti. Tale sovvenzione co-finanziava le attività del Settore Cinema relative a Biennale College e al Venice Production Bridge, attività e Settore che nulla hanno a che vedere con la partecipazione della Russia alla Biennale Arte. Il provvedimento non ha alcun impatto significativo né sul budget, né sul bilancio, né sulle attività programmate e in corso che sono confermate» si legge nel comunicato. Nel 2022 la Biennale aveva vietato la partecipazione di persone legate al governo russo, come forma di protesta contro l’invasione dell’Ucraina. Mosca era assente anche nell’edizione 2024, ma è tornata nel 2026 nonostante le forti proteste dell’Ucraina e dell’Ue.
Sul tema è intervenuta ieri la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, plaudendo alla decisione della Biennale di fare ricorso contro il taglio dei contributi europei. «Bene fa la Biennale di Venezia a presentare ricorso contro la decisione di interrompere la sovvenzione di 2 milioni di euro. Nelle motivazioni date dall’agenzia Eacea, totalmente generiche, non vengono specificati gli elementi che giustificherebbero una decisione di questa portata» sostiene la senatrice leghista. «Siamo all’ennesimo vergognoso attacco politico e ideologico a un’istituzione che fa cultura e non si piega ad essere strumento di chi fa la voce grossa dall’Unione europea».