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Giuseppe Cruciani smaschera la sinistra: "Retromarcia? Ci prendono solo per il c***o"

di Alessandro Gonzato domenica 23 agosto 2026

3' di lettura


«È una finta, si sono accorti che col woke perdono un sacco di voti e adesso ci prendono per il culo». San Martino di Castrozza, Trentino, 1.500 metri. Giuseppe Cruciani, amante della montagna, si ossigena tra i boschi. Proviamo a guastargli il pomeriggio. Conte si è accodato alla Ocasio-Cortez: su Repubblica ha detto che la sinistra deve smetterla con «le degenerazioni del politicamente corretto».

«Chi cazzo è la Ocasio-Cortez, una deputata dem americana, no?»  
Sì.  
«Ecco. Hanno capito che parlare di desinenze al femminile, dello schwa, continuamente di diritti non ti fa guadagnare consensi. Ormai siamo malati di “dirittismo”. Ora anche in Italia provano a rimediare a questa situazione, ma non perché ne siano convinti. Seguono solo una deputata americana che prova a salire nei sondaggi».
Conte se n’è uscito così per provare a distanziarsi dalle teorie Lgbt e cosiddette inclusive della Schlein? 
«Penso di sì. I 5Stelle nascono col “vaffanculo”, che è la cosa più politicamente scorretta che ci possa essere. Poi si sono alleati col Pd che è il partito che ha portato il woke in Italia. L’elettore 5Stelle rimane sempre un po’ quello del “vaffanculo”, della scorrettezza. Il descamisado del Sud che vota Conte se ne fotte del woke e di quelle robe lì. Probabilmente c’è un aspetto tattico nella sua intervista».
Alla “Zanzara” dici di tutto, i tuoi ospiti perfino di più. Siete gli unici, perché?
«Il motivo è che ormai tutto diventa tribunale. Qualsiasi controversia, pensa anche a quella di Ranucci e Lavitola, è un continuo “ti querelo”, “ti faccio scrivere dai miei legali”. Una volta le cose si risolvevano in maniera più semplice, con una discussione, oppure ignorando, dicendo “massì chi se ne fotte”. Adesso è tutto cambiato, forse perché ci sono un sacco di avvocati e quindi presentare una querela non costa più nulla. Ogni cosa, anche la più piccola, finisce davanti a un giudice. L’altro giorno leggevo di una showgirl che ce l’ha con una influencer non ricordo per quale ragione... basta!». 
In radio, tra il serio e il faceto, ci sguazza pure Parenzo... 
«Anche lui ha questa fissazione. Abbiamo coniato l’espressione “ti porto in tribunale”, David la usa spesso. Chiunque prova a portare via soldi a un altro per una frase o una battuta. Per un semplice “pagliaccio”, un “coglione”, un “imbecille” uno ci può rimettere mille, 2mila, 3mila euro. Finisce sempre ad avvocati: una roba di una tristezza infinita».
Succede anche tra colleghi.
«Certo, pensa a quel giornalista del Fatto Quotidiano che si crogiola perché trascina in tribunale gente per portare via mille euro pensando di avere una funzione educativa. Una cosa patetica. Ma parlo anche di politici eh...».
Di chi?
«Mah, un po’ di tutti, sia a sinistra che a destra. Vannacci dovrebbe essere un campione del free speech ma ingaggia plotoni di avvocati per mandare la letterina allo sfigato di turno che sul web gli dà del coglione. Una cosa senza senso».
Tolto il woke, a sinistra cosa rimane, l’antifascismo?
«Sì, ma anche l’antifascismo fa parte del woke, che non è solo il volere diritti per tutti, l’inclusione, eccetera. Nel partito woke c’è l’antifascismo senza fascismo. I paladini del woke vedono camicie nere dappertutto. Senza il “dirittismo”, senza il fatto che qualsiasi esigenza o sensazione personale debba diventare per forza una legge, alla sinistra rimane molto poco perché si rifiuta di parlare di temi fondamentali come la sicurezza e l’immigrazione».
Hai mai provato a portare la Schlein alla “Zanzara”? 
«No, non ci verrebbe mai. Non siamo adatti al suo linguaggio».
Che aria respiri nel Paese?
«Quella che molti sondaggi certificano, cioè che il linguaggio vannacciano probabilmente è quello che ti fa prendere più voti. Se c’è un partito in crescita in questo momento è quello lì. Incarna perfettamente l’anti-politicamente corretto. Altra ragione, forse, per cui Conte ha fatto quell’intervento».
Cosa dice la gente quando ti ferma? 
«Mi rimane impressa una cosa: quando parli di certezza della pena, di contrasto molto duro all’immigrazione clandestina, di Roggero e legittima difesa, al di là delle tecnicalità la gente applaude forte, pure in modo irrazionale se vuoi. Ma le persone dicono “Roggero è in galera e le famiglie dei rapinatori si prendono pure i soldi!”. Poi le persone vogliono che Vannacci trovi un compromesso prima delle elezioni e che non faccia vincere la sinistra. La gente non ha nessuna voglia che Vannacci faccia la ridotta di destra: sono in tanti a dirmi che deve allearsi con la Meloni».

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