"I nostri assistiti hanno confermato, come da ordinanza di custodia cautelare, di avere avuto il mandato per l'attentato e rapporti solo con Gomes Tavares e che non conoscevano né Valter Lavitola e neanche Sigfrido Ranucci". Così l’avvocato Generoso Pagliarulo, legale difensore, insieme ad Antonio Falconieri, dei quattro indagati, tre dei quali detenuti nel carcere romano di Rebibbia, dove si sono svolti gli interrogatori chiesti dalla procura di Roma, durati oltre 10 ore.
E ancora: "Considerati i nostri limiti nel poter dire altro, hanno risposto a tutte le domande per cristallizzare elementi già emersi. Sono stati toccati temi del mandato e del perimetro del mandato", cioè il posizionamento dell'ordigno davanti abitazione di Ranucci a Campo Ascolano nel comune di Pomezia. "Ora attendiamo con rispetto la valutazione del Gip che la valuterà".
Intanto il giornalista inviato del Tg1 ha scovato in Camerun proprio Tavares, factotum di Lavitola, indagato per l'attentato a Ranucci. Nell'intervista dice: "Lavitola resisti ed esci presto", "sì, Valter è mio socio", "conosco alcuni degli arrestati per l'attentato, ma della bomba non parlo". E ancora: "Non sono latitante e se volessi scappare andrei in Russia dove conosco e dove nessuno potrebbe chiedere estradizione". "Tornerò in Italia per parlare con i magistrati". E infine: "Le parole di Lavitola? Ognuno è responsabile di quello che dice e che fa".