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Da Ingroia a Santoro, quanti martiri dalliti inghiottiti dalla politica

di Lorenzo Cafarchio domenica 30 agosto 2026

3' di lettura

«No veramente non mi va». Sigfrido Ranucci in cerca d’autore. L’ormai ex conduttore di Report pensa al domani, manco fosse Michele Apicella, interpretato dall’attore e regista della pellicola Nanni Moretti, sulla cellulosa di Ecce Bombo. La Rai gli ha acceso tre alternative: la corrispondenza dall’estero, la vicedirezione del Tg3 o quella di RaiNews. Ma qui del domani non c’è, nessuna, certezza. «Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un angolo, no... ah no: se si balla non vengo». E qui gli interrogativi sono all’ennesima potenza. E se il futuro fosse in politica? A Ferragosto Repubblica mandava in pagina le incertezze di Sigfrido. «Vado avanti come sempre, non ho progetti politici in mente». Anzi, «forse qualcuno sarebbe contento se lasciassi il programma per andare a fare politica, ma a me piace il mio mestiere, che è l’unico che ho dimostrato negli anni di saper fare». Ora che non è più al timone di Report le priorità cambiano?

Intanto il 9 settembre sarà alla festa di Avs, denominata “Terra”, per la conferenza Chi comanda davvero? Potere, privilegi, democrazia con Francesca Ruocco e Lorenzo Fioramonti. Bonelli, interrogato dal Corsera, smentisce per un posto in lista. «È una notizia totalmente priva di fondamento e inventata. Ranucci sarà ospite dalla nostra festa nazionale “Terra” per presentare il suo libro, come concordato già a giugno. Questo non significa affatto che sarà candidato». Aspettate un attimo dove lo abbiamo già sentito? «Non mi candiderò mai e poi mai alle Europee. Né con il Pd né con nessun altro. Spero che questa smentita sia chiara abbastanza». Settembre 2023, Lucia Annunziata. Da qualche mese a spasso dopo aver lasciato viale Mazzini non poteva tacere davanti al novello esecutivo Meloni. Bisognava così dare le polemiche dimissioni.

«Vi arrivo - aveva scritto in una lettera d’addio a maggio 2023 alla tv di Stato - perché non condivido nulla dell’operato dell’attuale governo, né sui contenuti, né sui contenuti, né sui metodi. In particolare non condivido le modalità dell’intervento sulla Rai. Riconoscere questa distanza è da parte mia un atto di serenità nei confronti dell’azienda che vi apprestate a governare. Non ci sono le condizioni per una collaborazione dunque».
Quelle per la candidatura, invece, arrivarono. Pieno 2024 e via verso le elezioni Ue. Candidata al Parlamento europeo nella circoscrizione dell’Italia meridionale. Seconda degli eletti con 244.174 voti, dietro Antonio Decaro, ma da quel momento abbiamo perso l’Annunziata-segnale. Il ripetitore non prende. Notizie? Qualche nota, qualche ospitata televisiva e niente più, poco o nulla per chi è stato presidente Rai (dal 2003 al 2004). La strada del martirio non paga.

Citofonare poi a Michele Santoro. Il teletribuno - Ranucci prima di Ranucci - è passato attraverso editti, cacciate e ha visto l’esilio diventare capitale politico-mediatico per poi infrangersi sulle coste delle elezioni europee del 2024. “Pace Terra Dignità” la lista creata da Santoro e Raniero La Valle per lanciare l’assalto all’Ue. Il cast di supporto? Da Ginevra Bompiani a Pierluigi Odifreddi passando per Paolo Rossi, Nicolai Lilin e Angelo d’Orsi. Risultato poco sopra il mezzo milione di voti ovvero il 2,21% e niente quorum, posizionato al 4%, valido per accedere al palazzo d’inverno dell’Unione Europea. In queste raccolta di diapositive della dissipazione come non passare da Antonio Ingroia. A luglio 2012 diceva a Repubblica di essere e restare «un magistrato. Forse, adesso, un po’ deluso. Ma non smetterò di cercare la verità, anche dall’altra parte del mondo». E alla fine di quell’anno la decisione, ovvero quella di creare il cartello elettorale Rivoluzione civile (con dentro Italia dei valori, Comunista italiani, Movimento arancione e Rifondazione comunista). Risultato?

Il 2,25% alla Camera dei deputati e 1,80% al Senato. Semaforo rosso: nessun eletto. Oggi per trovare Ingroia bisogna accedere al suo sito internet. Quattro categorie: il magistrato, il politico, l’avvocato, l’autore e una petizione. L’ultimo articolo caricato nel 2018, anche sui social gli aggiornamenti arrivano lenti. «“Andate, andate, vi raggiungo dopo”. Vengo. Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no. Ciao, arrivederci». È ancora Michele di Ecce Bombo. Le scelte di Ranucci sono in là da venire, eppure il ruolo del martire vittima di una cospirazione non è una novità. E non è detto, l’abbiamo visto, che sia la posizione migliore per cercare un trampolino verso l’avvenire.

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