Magari fosse solo il presunto "bacio" di cui parlano le carte dell'inchiesta sull'attentato. Il rapporto tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia è imbarazzante soprattutto per le parole che l'imprenditrice di Pompei riserva all'ormai ex conduttore di Report in un libro bomba dal titolo che è tutto un programma, Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste.
Del volume in uscita è il Domani a fornire qualche succosa anticipazione. Scrive la Boccia, riferendosi all'amico Ranucci: "Mi hai scritto semplicemente: 'Comunque tu dovresti dirigere un giornale'. Forse non hai mai saputo fino in fondo quanto abbia considerato importante quella frase".
"E allora, chissà - prosegue Maria Rosaria -, forse un giorno realizzeremo davvero quel progetto editoriale sul quale possiamo ancora permetterci di scherzare e, in una delle nostre future prime pagine, io sarò direttore e tu, naturalmente, il mio Super direttore". "Quanto alla testata, conoscendoci, sarà probabilmente l'ambizione irragionevole di diventare una delle più lette, seguite e acquistate, anche soltanto per concederci il piacere di discutere su chi dei due dovrà prendersene il merito".
Il tono è amichevole, affettuoso, a tratti intimo. Così come il nomignolo che la Boccia, già al centro del caso Sangiuliano che portò alle dimissioni dell'allora ministro della Cultura, ha affibbiato a Sigfrido nella dedica del volume: "Per questo, Superman, questo libro è per te, mio eroe imperfetto e amico vero, perché quando il rumore delle cronache sarà diventato storia, delle prime pagine saranno rimasti gli archivi e delle nostre finte prime pagine, forse, sarà rimasto soprattutto il sorriso con cui le costruivamo, ciò che resterà, almeno per me, sarà infinitamente più semplice e infinitamente più importante: un’amicizia, con tutto ciò che ci siamo riconosciuti l’uno dell’altra e con tutto ciò che forse dobbiamo ancora inventare insieme".
Il Domani ricorda poi un intreccio piuttosto suggestivo: per un periodo, la Boccia ha collaborato con l'influencer napoletana Rita De Crescenzo, mito trash del web, "il cui bodyguard guarda caso è stato il latitante Clesio Gomes Tavares". Vale a dire, l'uomo di fiducia di Valter Lavitola, amico strettissimo di Ranucci nonché mandante dell'attentato.