Sigfrido Ranucci smentisce e parla di foto-fake, Maria Rosaria Boccia promette querele. E Libero risponde così: clicca qui per leggere. Intanto, vi proponiamo l'articolo di Giacomo Amadori su Libero di venerdì 18 settembre, articolo che ha fatto esplodere il caso.
Nell’inchiesta romana sull’attentato a Sigfrido Ranucci è entrata una bomba più potente dell’ordigno che ha portato all’apertura del fascicolo: un presunto bacio tra il conduttore di Report e Maria Rosaria Boccia, la «pompeiana esperta» (copyright di Paolo Mieli) che è costata il posto di ministro a Gennaro Sangiuliano e che adesso promette rivelazioni letterarie pure sull’ex conduttore di Report. A rivelare il pepato aneddoto è stata Natalia Potenza, ex compagna tradita del faccendiere Valter Lavitola, mandante reo confesso dell’attentato davanti a casa di Ranucci. La donna, sabato scorso, durante la sua audizione fiume di quasi dieci ore, ha citato proprio la Boccia, facendo saltare sulla sedia gli inquirenti.
L’episodio narrato risale alla scorsa primavera. In quel periodo Lavitola stava mettendo a punto con Stefano Cappellini (oggi direttore di Repubblica) e con la supervisione di Mieli il sondaggio che avrebbe dovuto testare il gradimento di un’eventuale discesa in campo di Ranucci. Ma, improvvisamente, una sera, sembrò che al faccendiere fosse crollato il mondo addosso. In Procura, ma anche con le persone a lei più vicine, la Potenza ha raccontato ciò che era successo: «A inizio maggio Valter è rientrato a casa dopo mezzanotte ed era proprio furioso, era come una belva. Ho chiesto che cosa fosse successo e lui mi ha risposto: “Questo scemo non può più essere candidato. Ci hanno fatto vedere una foto in cui Sigfrido si bacia con la Boccia”».
Di fronte a questa ricostruzione gli inquirenti capitolini si sarebbero scambiati sguardi perplessi, dando l’impressione di condividere la valutazione di Lavitola. Infatti Ranucci, nei mesi scorsi, aveva sotterrato Sangiuliano sotto le bombe che gli aveva fornito la Boccia. Nelle settimane successive alle dimissioni dell’uomo di governo, Report ha dedicato diversi servizi alla gestione del ministero della Cultura e al suo vecchio responsabile.
IL CASO SANGIULIANO
La trasmissione di Rai 3 ha mandato in onda alcuni documenti inediti sul caso, tra cui la registrazione di una telefonata tra l’ex ministro e la moglie, oltre a dialoghi tra la stessa Boccia e l’allora capo di gabinetto Francesco Gilioli. Per via di queste diffusioni, Sangiuliano aveva denunciato Ranucci e i giornalisti di Report per violazione della privacy e interferenze illecite. Tuttavia, le sanzioni del Garante della privacy sono state annullate dal Tribunale di Roma e le inchieste penali a carico dei giornalisti sono state ufficialmente archiviate, avendo ritenuto le toghe la trasmissione dei file di legittimo interesse pubblico.
Ma chi avrebbe mostrato l’immagine a Ranucci e a Lavitola? Questo non è chiaro. «Non so se i servizi segreti o qualche investigatore», ha provato a ipotizzare la Potenza. Per Lavitola quella presunta liaison avrebbe tolto credibilità all’amico giornalista. Erano giorni delle spensierate scorpacciate di vongole sgusciate, quelli in cui il faccendiere sentiva vicina la realizzazione del sogno che aveva cullato negli ultimi mesi: la chiusura del sondaggio per testare le possibilità di successo di Ranucci in veste di candidato premier.
Il 29 aprile aveva scritto all’ex direttore del Corriere Mieli: «Paolo carissimo, come da accordi ti allego la bozza (del sondaggio, ndr). È stata elaborata da Stefano Cappellini, con il successivo contributo di Sigfrido [...]. Ti sono molto grato e sinceramente onorato della tua attenzione». Mieli dopo circa 12 ore offre il suo contributo (non decisivo, onestamente): «Aggiungerei: meglio uomo o donna? Preferirebbe in linea di massima trentenne, quarantenne, cinquantenne, sessantenne o settantenne?». Lavitola va in brodo di giuggiole: «Grazie mille, davvero, amico mio! Solito acume e velocità!!!». Ma da lì a poco qualcuno avrebbe spento il suo entusiasmo, mostrandogli la fantomatica foto del bacio. Ovviamente noi non sappiamo se tale immagine esista e se il giornalista abbia mai avuto un legame sentimentale con la fonte, che, a partire dal settembre 2024, lo aiutò a confezionare gli scoop sulla relazione della Boccia con Sangiuliano, per esempio, consegnando l’audio dell’ex ministro con la moglie che tanto scandalo suscitò.
“LA GRAVIDANZA”
All’epoca suscitarono polemiche anche le chat tra i due, soprattutto per i commenti sul presunto «giro gay» in cui venivano «arruolati» giornalisti, 007 e politici. Dai messaggi depositati nel procedimento contro la Boccia (accusata di stalking, lesioni aggravate e altri reati) non emergeva la relazione con Ranucci, ma solo la confidenza tra i due. Ora la Potenza, assistita dall’avvocato Giuseppe Cavallaro, ha riferito questa sfuriata agli inquirenti. I quali dovranno capire che cosa si nasconda dietro allo sfogo notturno di Lavitola. La Boccia, con le sue ultime interviste, ha dato l’impressione di avere qualche sassolino da togliersi dalle scarpe.
Sangiuliano sa bene di che cosa sia capace la sua ex amante quando non ottiene ciò che vuole o che le è stato promesso (in quel caso un contratto con il ministero della Cultura).
E a proposito di foto vale la pena ricordare che, nel gennaio del 2025, la Boccia finì sulla copertina del settimanale Oggi «paparazzata» con il pancione. I riflettori su di lei si stavano spegnendo e, improvvisamente, si riaccesero.
«Le sue forme sembrano quelle di una donna in avanzato stato di gravidanza», scrisse il rotocalco. Che aggiunse: «Nuovo colpo di scena: è incinta? Chi è il papà?». Lei non fece niente per sopire la curiosità del cronista: «La pregherei gentilmente di non farmi commentare “notizie” attinenti esclusivamente alla mia sfera personale». A Pompei non risulta che la Boccia sia diventata madre, mentre c’è chi giura di averla vista passeggiare in paese con un cuscino sotto il vestito per terrorizzare un ex fidanzato.
Se la foto esiste, è stata scattata con la complicità della donna? Nei giornali di gossip molti scoop da copertina vengono realizzati con l’aiuto di almeno uno dei protagonisti. Ma perché le immagini, se sono vere, non sono mai uscite? Secondo Lavitola, che ben conosce un certo sottobosco romano e certi metodi, quell’ostensione sarebbe stato un avvertimento per convincere Ranucci a non entrare in politica. L’unica cosa concreta è che questa storia, assai nebulosa, è entrata nel fascicolo giudiziario. Sullo sfondo resta il rapporto tra Ranucci e la Boccia.
A luglio, la «pompeiana esperta» aveva riferito al Foglio frasi che avevano fatto discutere: «Ranucci è mio intimo amico. È nel mio cuore e come tutte le persone del mio cerchio magico anche lui, per me, rasenta la perfezione». E aveva anche aggiunto: «Siamo amici, ci sentiamo spesso e gli sono accanto, ci vediamo, ci vogliamo bene. Soprattutto ora che la politica lo attacca. Un uomo meraviglioso, gentile, delicato. Con un garbo che rare volte ho visto nei suoi colleghi. Io lo stimo tantissimo come giornalista e come uomo, e voi giornalisti la dovreste smettere di cavalcare l’ondata di fango soltanto per apparire».
Poi, ad agosto, aveva annunciato un libro a quattro mani con Ranucci, il quale, però, aveva negato l’esistenza del progetto. Risultato: la Boccia ha deciso di produrre da sola la sua fatica letteraria (“Guai a chi lo tocca. Io, Sigfrido e le tempeste”) e di descrivere nei dettagli «quasi due anni di rapporto con Sigfrido Ranucci».
LA GELOSIA DI LAURA
Il primo messaggio tra i due risale all’8 settembre 2024 ed è citato nel volume: «Gentile Dottoressa Maria Rosaria Boccia, mi scuso se la disturbo. Sono Sigfrido Ranucci...». Un capitolo del volume sarebbe dedicato «alle donne presenti nella vita e nelle vicende raccontate intorno a Ranucci», ha fatto sapere l’autrice. Prima di precisare che «tra queste figure compare Laura Cianfoni, con la quale Boccia racconta di avere avuto un confronto nel maggio 2025 proprio a proposito di Ranucci e della frequenza dei contatti fra i due». Ricordiamo che la Cianfoni, dal 2019, è la «collaboratrice» -compagna di vita di Ranucci. Nelle scorse settimane diverse fonti ci avevano riferito della gelosia della donna per la presenza ingombrante e un po’ invadente della Boccia nella vita del suo uomo.
L’ex sindacalista aveva iniziato a non fidarsi più neanche di Lavitola. «Si era messa in testa che gli presentasse delle donne», confida la Potenza, che, dopo avere scoperto gli ultimi tradimenti del suo vecchio compagno, non ritiene più campati per aria i sospetti dell’ex amica: «Una volta ha chiamato al ristorante perché né Valter, né Sigfrido le rispondevano al cellulare. Nell’ultimo periodo Ranucci veniva al bistrò senza di lei. Non era più come all’inizio». Ieri, Lavitola, dopo avere appreso che l’ex convivente lo ha denunciato per maltrattamenti in famiglia, ha definito «l’accusa infamante» e ha annunciato di essere pronto a querelarla per calunnia. Natalia, però, non si scompone: «Valter si preoccupa della sua reputazione e non dei suoi figli piccoli. Ma quando sentirà i testimoni non potrà più negare».