A DiMartedì, talk di approfondimento e attualità di La7, in onda ogni martedi sera in prima serata con la conduzione di Giovanni Floris, c’è ospite Giorgio Mottola, giornalista di Report e, insieme a lui, anche Antonio Padellaro e Massimo Giannini. Tutti e tre notoriamente oppositori del governo Meloni. Mottola lancia la provocazione: "Nonostante la mitologia che Giorgia Meloni e gli altri hanno provato a creare, Fratelli d’Italia non è altro che un’operazione di palazzo, che viene messa in piedi in fretta e furia nel 2012 con l’obiettivo di favorire Silvio Berlusconi”.
Il suo pensiero, più articolato, viene ribadito in trasmissione a Floris così: “Nonostante la mitologia che Giorgia Meloni e gli altri hanno provato a creare, Fratelli d'Italia non è altro che un'operazione di palazzo, messa in piedi in fretta e furia nel 2012 con l'obiettivo di serrare le fila degli ex-colonnelli di Alleanza Nazionale per danneggiare l'esperienza politica, che poi si è rivelata effimera, di Gianfranco Fini e favorire Silvio Berlusconi.
Le impronte digitali di Berlusconi, e anche i soldi, ci sono tutte nell'operazione di Fratelli d'Italia. Lo raccontano vari ex-Alleanza Nazionale, a me lo ha raccontato nel libro Fabio Granata, lui spiega come nel 2012 arriva un'idea fantastica, luciferina, a Denis Verdini in prima persona. Quella di finanziare Fratelli d'Italia con 750mila euro, soldi fondamentali per mettere in piedi velocemente la campagna elettorale dell'epoca”. La sua ricostruzione contrappone questa versione alla narrazione successiva costruita attorno alla nascita di FdI e alla figura di Giorgia Meloni. Mottola, inoltre, ha parlato dell'influenza esercitata dall'area dell'estrema destra internazionale sulla trasformazione delle destre radicali. In particolare, ha sostenuto che i social network siano stati utilizzati per favorire una sorta di "colonizzazione politica" della destra, contribuendo alla diffusione di idee e alla nascita o crescita di partiti radicali in Europa e negli Stati Uniti.