Ilaria Salis nei guai. L'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra italiana è stata condannata in primo grado per licenziamento senza giusta causa nei confronti di due ex collaboratori, che ha comportato un risarcimento di 300.900 euro e, in seguito, anche il pignoramento del conto corrente per circa 7 mila euro di spese legali. Salis ha sempre sostenuto di essere venuta a conoscenza della causa solo dopo la sentenza e di non aver mai ricevuto alcuna notifica ufficiale. Eppure circola online un documento, attribuito agli ex lavoratori di Salis, che presenta un presunto accordo stipulato tra lei e alcuni collaboratori quando era detenuta in Ungheria. Secondo il documento, ci sarebbe stata un'intesa su come suddividere i compensi da europarlamentare: parte destinata agli assistenti localmente, parte a Bruxelles e una quota a Salis stessa, mentre eventuali eccedenze sarebbero finite in una cassa di solidarietà antifascista in supporto degli imputati del caso Budapest.
Proprio su questo punta a far luce Filippo Roma, inviato di Le Iene: "Onorevole Salis, buonasera complimenti, lei è la paladina della lotta all'antifascismo e dei diritti dei lavoratori. Ma che è successo? Ci spiega. Com'è possibile che proprio lei sia stata condannata per aver licenziato senza giusta causa due ex dipendenti, uno con Cococo e un'altra partita IVA? Ci spieghi lei che è successo", la incalza mentre Salis si limita a rimanere in silenzio. E ancora: "È vero che è stata processata in sua insaputa? Che non sapeva nulla? Perché noi abbiamo letto che lei ha detto di non aver ricevuto la notifica, poi abbiamo anche saputo che a un certo punto è stata condannata a pagare 7 mila euro di spese legali, neanche questo sapeva?". "Ma io sento delle mosche che mi ronzano nelle orecchie", è la replica dell'europarlamentare che aggiunge: "Non credo che si faccia così giornalismo…".