Nuovo scontro tra Alberto Nerazzini, ex inviato di "Report", e Sigfrido Ranucci, storico conduttore del programma, sulle presunte censure di alcune inchieste e su un episodio risalente al 2013. La polemica è esplosa dopo la diffusione di alcuni passaggi dell’intervento di Nerazzini al festival DIG di Modena, ripresi da "Filorosso" su Rai 3.
Durante il dibattito, Nerazzini ha accusato Ranucci di aver bloccato la messa in onda di tre sue inchieste realizzate quando lavorava per la trasmissione. Il giornalista ha respinto le ricostruzioni dell’ex collega, sostenendo di aver rifiutato un servizio su una palazzina milanese già pagato dalla Rai e di aver modificato un’altra inchiesta sugli istituti religiosi per evitare rischi legali.
La replica di Nerazzini è stata durissima: ha definito le dichiarazioni di Ranucci "false e diffamatorie", criticandone il linguaggio come un “mix di insinuazione, mafiosità e falsità” e annunciando possibili azioni legali.
A inasprire ulteriormente il confronto è stato il riferimento di Ranucci a una presunta colletta organizzata dalla redazione nel 2013 per aiutare l’ex inviato a ricomprare le attrezzature professionali rubate durante un furto nella sua abitazione sui colli bolognesi. In quell’occasione erano stati sottratti cinque computer e due telecamere, per un valore complessivo vicino ai 40mila euro, mentre altri oggetti di valore erano rimasti al loro posto. All’epoca, Milena Gabanelli aveva parlato di una possibile "intimidazione per impedire di lavorare".
Nerazzini ha però smentito categoricamente la raccolta di denaro: “Non ti permettere, caro Sigfrido, di sparlare a vanvera su vicende dolorosissime e feroci che hanno colpito la mia vita professionale e personale. Non ci fu mai alcuna colletta”. La vicenda riporta così sotto i riflettori i contrasti interni che hanno accompagnato la storia di "Report".