Sigfrido Ranucci alla fine è tornato a RaiNews24. Senza conduzione ma con molte storie da raccontare e una nostalgia quasi epica, teatrale. Degna, insomma, di un capitolo (che non sarà certo quello finale) della Ranucceide. Tutto ciò dopo aver sostanzialmente schifato e avversato, persino in tribunale, il tris di controfferte Rai: il Tg3, un incarico da corrispondente al Cairo oppure RaiNews24, con una delega agli approfondimenti, testata per la quale aveva lavorato dal 1999 al 2006.
ANNUNCIO
L’annuncio l’ha dato in primis ai suoi followers, via social, nella notte di ieri, pubblicando una foto del compianto Roberto Morrione, fondatore e direttore della prima RaiNews24, oltre un quarto di secolo fa. Sigfrido ha scritto memorando i tempi pionieristici quando lui già faceva i superscoop come il ritrovamento dell’intervista perduta a Paolo Borsellino, rinvenuta proprio nel 2000, grazie a una sua inchiesta. Colloquio in cui il magistrato palermitano parlava per la prima volta dei rapporti tra la mafia e Dell’Utri. Come dire, leggendo tra le righe: torno alle origini ma continuo la battaglia, pure quella alle radici, del centrodestra, meloniano o berlusconiano che sia. La scelta, del resto, non è stata facile ed è arrivata dopo giorni di riflessioni e confronti con i legali. L’opzione RaiNews, infatti, pur rappresentando un ritorno “in famiglia”, ben accolto dai colleghi, comporta per Sigfrido comunque un ridimensionamento operativo.
Difficilmente, infatti, lo si rivedrà in video. Anche perché la partita giudiziaria non è ancora chiusa. Il tribunale ha ritenuto che lo spostamento fosse stato deciso per risolvere le tensioni interne esplose dopo il clamore mediatico legato all’inchiesta sull’attentato, ma il procedimento proseguirà nel merito.
Ranucci, inoltre, alla Rai contesta anche la sospensione disciplinare di dieci giorni comminata per lui dall’azienda dopo il parere del Comitato etico che aveva giudicato la sua condotta contraria alle regole aziendali. Da ultimo l’ex conduttore di Report, che ha 65 anni, ha anche 300 giorni di ferie e recuperi da smaltire e dovrà farlo un po’ alla volta, a meno che non voglia di fatto assentarsi per un lunghissimo periodo dal lavoro. Mille ragioni concorrenti per le quali, a occhio, pare che questo “ritorno a casa” sia poco più che una formalità. La retorica della narrazione ranucciana, tuttavia, è proseguita dalla notte al giorno. «Sono stato accolto con molto affetto dalla redazione di Rainews - ha raccontato - dove ci sono molti vecchi amici con cui abbiamo realizzato inchieste memorabili negli anni in cui c’era Berlusconi al governo».
INCHIESTA
Richiami insistenti, quelli operati dal nostalgico Ranucci, che riportano inevitabilmente al centro del dibattito il rapporto tra giornalismo d’inchiesta, politica e servizio pubblico, praticamente il campo perfetto sul quale proseguire il faccia a faccia ininterrotto con gli esponenti del centrodestra. Tutto ciò sebbene proprio il Tribunale del Lavoro, nella recente sentenza, abbia di fatto ridotto a zero l’influenza della politica nella decisione editoriale dei vertici Rai sul futuro di Report. Futuro che persino Milena Gabanelli, tirata in ballo ogni due per tre da Ranucci, ha certificato non debba essere legato a un solo volto ma alla forza del gruppo. Quel che è certo è che SuperSigfrido non ha alcuna intenzione di mollare la sua battaglia, in particolare contro i nemici politici che (lupus in fabula) potrebbero essere, da qui a pochi mesi, gli avversari del prossimo Ranucci. Che non andrà in onda ma resterà sulla scena, nemmeno teatrale, bensì elettorale. Lo spettacolo, insomma, è destinato a continuare.