"A Cuba ho avuto proprio paura di non rivedere i miei figli". Alessandro Di Battista torna su quanto accaduto a fine agosto quando è stato trasportato e operato urgentemente all'ospedale a L'Avana. "Avevo paura di morire. Il neurochirurgo mi ha operato in condizioni drammatiche, in un ospedale senza acqua e luce. Hanno scritto così tante scemenze, alcuni giornali mi hanno dato per morto. È il tema della comunicazione di oggi: conta più arrivare primi che scrivere la verità, sai i click contano e quindi 'Di Battista è morto'. Ho fatto un po' di querele". Intervistato per il podcast Vox On Air, l'ex Cinque Stelle torna a parlare del premier: "Meloni mi ha chiamato e mi ha quasi voluto rassicurare... 'guarda intervengo, sistemiamo questa scemenza'. Si rendeva conto: 'questa persona sta male, al di là del mondo, in un ospedale con medici eccezionali... togliamogli almeno questa preoccupazione, facciamogli capire che non si deve preoccupare sull'impatto mediatico di questa scemenza', e quindi è stata umana".
Chi gli è stato vicino anche Luigi Di Maio, con il quale i rapporti non sono sempre stati dei migliori. "Vedere certe sue virate è stata una delusione, umana e politica. Mi ha fatto incazzare tanto, tant'è che abbiamo raffreddato moltissimo il nostro rapporto. Noi eravamo diventati amici, anche più che amici, perché stavamo sulla stessa barricata. Luigi è sempre stata una persona molto ambiziosa, e non è per forza sbagliato, ma sono convinto che molte cose che ha sostenuto in realtà le ha sostenute più per convenienza che per convinzione. E questa cosa mi ha deluso. Però lui in questa fase è stato presente, e mi ha dato una mano, per me è tutta acqua passata".
Infine, sull'addio al Movimento confessa: "Io me ne ero un po' stancato... L'esperienza del governo con la Lega l'ho sempre ritenuta utile per portarli a spasso... Il governo con la Lega ha approvato delle cose molto buone per me. Il governo Draghi, quello è stato per me il punto di non ritorno".