"Abbiamo chiesto il rigetto della richiesta di misure cautelari e di non convalidare il fermo". Lo ha detto l'avvocato Benedetto Ciccarone, che con la collega Yasmina Abu Sharar difende Youssef Siher. Proprio su questo si è soffermato Enrico Mentana. Il direttore del TgLa7, durante l'edizione serale, ha spiegato: "Ecco le accuse che abbiamo visto nel documento della procura di Milano e quindi non di avversari politici o, mestatori o avvelenatori di pozzo sono accuse gravi". "Però non rispondono - ha proseguito il giornalista - evidentemente a tutti gli interrogativi, che ci sono su quel che è successo nelle ultime settimane a Milano e nelle altre città".
E ancora, nel ricostruire alcuni passaggi: "Il gruppo, attraverso i social guidato dall'uomo Youssef Siher che domani sarà interrogato è nato dopo quegli incidenti e quindi non si può attribuire a lui la creazione del tutto ed essere il burattinaio del tutto. E poi c'è anche l'altro aspetto - afferma ancora il direttore. - Siamo lontanissimi dalle parole che abbiamo sentito, ma quelle parole molto forti e molto dure e quelle che aveva del resto postato sui suoi social lo stesso trentenne le possiamo ascoltare e leggere da molte parti, per quanto lontanissime, sono giudizi, espressioni e non sono evidentemente ammissioni di chissà che colpa".
Da qui il suo presentimento: "Quindi sarà difficile arrivare evidentemente a un processo, ma intanto è giusto stare a quello che abbiamo sentito". Il ricercatore 30enne è accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, perché ritenuto l'amministratore dei canali social del "Movimento 17 ottobre", da lui creato subito dopo la guerriglia urbana in pieno centro a Milano.