Alessandro Sallusti è stato ospite di Quarta Repubblica, il talk show politico di Rete 4 condotto da Nicola Porro. Il direttore di Libero è intervenuto per parlare del clima sempre più ostile nei confronti delle forze dell'ordine incaricate di difendere le città e i cittadini per bene nei momenti di caos e di violenza scatenata dai soliti maranza o antagonisti dei centri sociali. Un clima alimentato anche da certa sinistra, che troppo spesso soffia sul fuoco. E che ha portato qualcuno a spedire una lettera vergognosa a quel dirigente della polizia che ha Milano era stato colpito da un sampietrino.
"Le due cose vanno di pari passo, io credo che con un altro governo tutta questa violenza contro la polizia non la vedremo, però l'anomalia, mi riferisco soprattutto alla lettera, quella lettera agghiacciante che avete letto contro il commissario di Milano, la vera anomalia non è tanto nella lettera, perché dei delinquenti di quel genere ci sono sempre stati e sempre ci saranno - ha spiegato Sallusti -. L'anomalia del paese è che se per caso la polizia, la magistratura, un PM arrivasse a identificare quel signore e a contestargli il contenuto di quella lettera, in questo paese troveremmo un GIP che direbbe no, ma io non convalido nessun provvedimento perché in Italia c'è la libertà di espressione. Siamo in democrazia e quindi quel signore non può essere in alcun modo perseguito. Ecco, io credo, figurati, siamo tutti liberali che la libertà di espressione sia, esiste anche la libertà di odiare, ma quando la libertà di espressione e la libertà di odiare sconfinano in qualcosa che va oltre una propria opinione di ritenere i poliziotti degli sbirri o qualcosa e addirittura va a istigare qualcuno a fare giustizia, a me piacerebbe che quel signore ne rispondesse dal punto di vista penale e giudiziario".
E ancora: "La polizia non mena i manifestanti, cerca gli arginare i violenti che vogliono menare la polizia e non solo la polizia. Questo fa la polizia. Se lei questo non lo dice chiaramente continua a stare in una zona grigia dove non si capisce chi sono i buoni e chi sono i cattivi".