"Sarebbe meglio se un magistrato si astenesse dal firmare appelli perché non solo dobbiamo essere, ma dobbiamo anche apparire distanti". Nicola Gratteri è intervenuto sulla decisione della gip di Milano di scarcerare Youssef Siher, il 30enne marocchino fermato e accusato di istigazione a delinquere. Secondo la toga, ospite di Otto e mezzo su La7 da Lilli Gruber, un magistrato non dovrebbe esporsi pubblicamente perché rischia di dare l'impressione di non essere imparziale.
"L'Anm non chiede ai suoi associati di astenersi da questi appelli perché.... poi più che l'Anm sono anche le correnti. Chi aderisce alle correnti, che spesso discutono di queste cose.... io non sono esperto di correnti perché non sono iscritto a nessuna corrente - le parole di Gratteri -. Penso che molte volte addirittura all'interno delle correnti si discuta di questi temi. Posso avere le mie idee, però la gente che è davanti a me deve essere serena e tranquilla. Non deve preoccupare se il giudice è di destra o di sinistra. Quindi meno cose si firmano, meno cose si scrivono su Facebook e Instagram meglio è. Nel momento in cui tu ti caratterizzi e diventi un'attivista, anche nelle manifestazioni, poi è ovvio che ti esponi a critiche e lì poi è difficile che tu riesci a spiegare e a giustificare. Quindi sarebbe meglio non farlo".
#ottoemezzo "Non solo dobbiamo essere, ma anche apparire distanti". Nicola Gratteri risponde a Lilli Gruber sull'opportunità che i magistrati firmino appelli pubblici https://t.co/eck2HKhapS
— La7 (@La7tv) November 2, 2026