Anche i sindacati vogliono il Ponte. Cisl, Uil e Ugl si dichiarano favorevoli all’opera. E non sono i soli. Con varie sfumature dicono sì anche geologi, ingegneri e rappresentanti delle categorie produttive. Contraria, invece, la Cgil. Ma andiamo con ordine. Ieri le Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera hanno ospitato una serie di audizioni sul tema: “collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria”. Tradotto, il Ponte sullo Stretto. Il primo a prendere la parola è Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Doglioni si dice pronto a «collaborare a un adeguamento del progetto” per evitare “il problema dei venti e delle accelerazioni legate al suolo». Sulla fattibilità si pronuncia anche il Consiglio nazionale degli Ingegneri che, attraverso Edoardo Cosenza, si dice favorevole al Ponte sullo Stretto: «È una grande sfida che possiamo vincere».
Per il sì anche le categorie produttive. Il Ponte, dichiara Vittorio Messina, presidente del Caf Confesercenti, «rappresenterebbe un vero e proprio rilancio dell'Italia». «Avanti tutta!», dice Paolo Uggè, consigliere Confcommercio delegato ai Trasporti. L’opera avrà un impatto «economico e sociale positivo per i giovani». E secondo Federalberghi potrebbe addirittura diventare un’attrazione turistica, «come il ponte di Brooklyn». E veniamo ai sindacati. Per Andrea Cuccello, segretario confederale Cisl, è un bene che vengano «ripresi gli appalti del progetto del 2011 cancellati dal governo Monti», ritenendo l'opera «prioritaria per la Sicilia». Tiziana Bocchi, segretaria confederale UIL, considera l’infrastruttura «un acceleratore economico dell'intero mezzogiorno». Entusiasta Giovanni Condorelli, segretario confederale Ugl che si augura che questa sia «la volta buona». Ci sono tutte le condizioni per «poter realizzare finalmente un'opera di cui si parla da tanto tempo», che «aspettiamo da secoli come vero rilancio del Mezzogiorno», conclude Condorelli.
Infine il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti risponde alle polemiche sulla mancata previsione dei fondi per il Ponte nel Def. «La copertura finanziaria», ricordano fonti del Mit, «verrà individuata in sede di legge di bilancio, come per tutte le grandi opere inserite nella programmazione infrastrutturale del Def». L'allegato al Def sulle infrastrutture di mobilità specifica che il costo dell'opera attualmente «risulta di 13,5 miliardi di euro». Mentre per le opere complementari e di ottimizzazione alle connessioni ferroviarie, lato Sicilia e lato Calabria, viene calcolato «un costo di 1,1 miliardi di euro». Il documento specifica che «ad oggi non esistono coperture finanziarie disponibili a legislazione vigente; pertanto, queste dovranno essere individuate in sede di definizione del disegno di legge di bilancio». Il testo sottolinea inoltre che il governo intende finanziare l'opera tramite più fonti: le risorse a disposizione dalle Regioni a valere sui Fondi per lo Sviluppo e la Coesione; una copertura finanziaria pluriennale a carico del bilancio dello Stato in sede di legge di bilancio 2024; i finanziamenti sul mercato nazionale e internazionale; l'accesso alle sovvenzioni di cui al programma Connecting Europe Facility.
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.