A Milano c’è il potere. Quello vero della finanza, dell’impresa. A Milano ci sono i soldi, tanti soldi come da nessun’altra parte, tranne nelle grandi megalopoli occidentali e asiatiche. A Milano ci sono la bellezza che non può mai mancare nella città della moda e del fashion, e delle tv private, con il sesso come conseguente accompagnatore, con la passione, la gelosia e tutto quanto può poi muovere una mano assassina. A Milano ci sono stati gli intrighi, i misteri, persino quelli religiosi ed esoterici.
Milano è diventata la capitale del giallo e del noir, perché il confine tra giallo e nero ormai si fonde e si confonde, perché è (ed è stata) un naturale coacervo di tutto questo, da oltre mezzo secolo. Dagli annidi piombo e cordite di Giorgio Scerbanenco, da cui tutto è iniziato, il capostipite della Milano noir odierna, che affacciandosi dal balcone di casa sua vedeva le sparatorie, quelle vere, tra buoni e cattivi, tra guardie e ladri, tra una malavita locale denominata la Ligera, ancorata a codici antichi, che si evolveva infiltrata dalle organizzazioni malavitose giunte dal sud al seguito degli emigranti con la valigia di cartone, per trasformarsi nella mala delle “batterie” di fuoco e dei clan. La bomba di piazza Fontana è lo spartiacque tra il prima e il dopo: dalla polvere e dai fumi della sua esplosione si materializzano i nuovi malavitosi che rapinano, sequestrano e sparano di giorno e di notte scialano milioni nei night e nelle bische.
Turatello, Vallanzasca, Epaminonda e la sua sanguinaria banda di assassini, gli Indiani. È la Milano noir, quella vera, dei crimanali con la pistola nella fondina o nel cruscotto, il bicchiere di whisky in mano e la fatalona bionda a fianco. Immagine plastica di tutto questo la trasposizione cinematografica realizzata nel 1971 in Milano calibro 9 interpretato magistralmente da grandi attori come Gastone Moschin, Philippe Leroy, Mario Adorf e la biondissima Barbara Bouchet. Ne arriveranno poi tanti altri di film di questo genere. Da allora di acqua sotto i ponti dei Navigli ne è passata, insieme al sangue, al crimine, al male vero che dall’inchiostro delle cronache giornalistiche passava alle penne degli scrittori, molti dei quali provenienti proprio dalla stampa.
SOTTO IL VESTITO NIENTE
Dalla Milano di piombo intrisa di violenza politica e istituzioni deviate alla Milano da bere, dove non ci sono più gli ideali a contrapporre gli uomini ma solo i soldi, il lusso, la cocaina.Anche qui è una pellicola italiana a lasciare una fotografia scultorea di quella Milano, Sotto il vestito niente, giallo meneghino firmato dai capitolini fratelli Vanzina. Poi arriverà la Milano di Mani pulite ad azzerare tutto, fino al luglio 1993: in pochi giorni la morte sospetta di Raul Gardini e la bomba che squarcia la notte milanese davanti al Padiglione di Arte contemporanea. Decenni di omicidi, misteri, stragi, personaggi leggendari tra i tutori dell’ordine e tra i banditi, i malvagi.
Logico che da tutto questo terreno fertile siano germogliate generazioni di giallisti e noiristi, che hanno incollato milioni di lettori alle loro storie. Dalla Milano di Scerbanenco a quella irriverente e nottambula del geniale compianto Andrea Pincketts fino a quella più vicina ai giorni nostri dei più noti giallisti milanesi di questi ultimi anni: da Sandrone Dazieri fino a Gianni Biondillo e Alessandro Robecchi, che raccontano i pentoloni in perenne ebollizione di periferie sempre più lontane dal centro, con animi esacerbati dalle occupazioni abusive, dalle bande di derivazione straniera, da una nuova forma di criminalità metropolitana che non assalta più le banche con i mitra e i passamontagna ma muove enormi cifre con il piccolo smercio h24 di ogni sostanza stupefacente tra locali, bar e giardinetti. Tutto vero. Perché Milano, lo certificano le analisi sulle acque reflue del suo sistema fognario, è la cocaine City, la città dove nevica sempre in ognuno dei 365 giorni del calendario ambrosiano.
I LATI OSCURI
E poi ci sono gli altri dark side della Luna che si riflette sulla Madonnina: le mafie che cannibalizzano gli appalti del cemento, che infiltrano le imprese dell’hinterland, che muovono i fili invisibili di un’economia miliardaria. Ma Milano è che anche una città che trabocca di misteri religiosi ed esoterici: Leonardo da Vinci ha lavorato nella cerchia cittadina per due decenni tra il 1480 e il 1499 lasciando impronte indelebili con le sue opere artistiche ed ingegneristiche disseminate di enigmi ancora insoluti. Nei suoi dipinti, e in quelli degli allievi della sua bottega all’Arengario, si celano messaggi religiosi eretici ancora da svelare. E ancora la Milano degli spiriti inquieti che aleggiano la notte in piazza Vetra richiamando le sofferenze di eretici, streghe e malfattori torturati e arsi al rogo dietro le basiliche. La Milano del seicentesco marchese Ludovico Acerbi, il Diavolo che abitava al 3 di Porta Romana e terrorizzava il popolino girando solo di notte, vestito di nero con uno stuolo di servi di nero vestiti e cavalli pure loro tutti neri, che dava feste durante la peste poi raccontata dal Manzoni senza mai essere contagiato dal morbo. Perché lui era il Diavolo. Tante Milano diverse raccontate da generazioni di giallisti che ultimamente, gioco forza, hanno dovuto accendere anche loro un faro nelle trame sulla piaga dei femminicidi, che insanguina anche la città del denaro e del potere o il suo hinterland. Tutto questo è Milano: capite perché qui ci sono così tanti giallisti che attraggono così tanti lettori da ogni parte dello Stivale?
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.