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Vittorio Feltri e il voto online sul caso Diciotti: "La buffonata del club grillino di storditi"

di Davide Locano domenica 24 febbraio 2019

2' di lettura

Ci mancava il processo web a Matteo Salvini per la storia della Diciotti, una iniziativa folle. I simpatizzanti del Movimento 5 Stelle sono stati invitati a esprimere una opinione circa la necessità o meno di consegnare il capo della Lega ai giudici. A prescindere dal risultato del sondaggio, conviene riflettere sul senso dell'operazione. La base grillina non ha alcun titolo per decidere se il ministro dell'Interno abbia o no compiuto una scorrettezza impedendo agli immigrati di sbarcare. L'uomo di governo ha agito nell'interesse dell' Italia, meta abituale degli africani. Egli voleva soltanto che altri Paesi europei partecipassero al salvataggio dei profughi, visto che noi non possiamo essere i soli ad aiutarli. Tutto qua. Parlare di sequestro di persone è una forzatura assurda della magistratura, abituata - stando alle ultime statistiche pubblicate - a prendersela con gli innocenti, perseguiti senza un perché e poi riconosciuti tali. Leggi anche: "Il leaderino che non capisce di treni e congiuntivi": Feltri asfalta Di Maio Inoltre il premier Conte, lo stesso Di Maio e Toninelli si sono autoaccusati, scrivendo nero su bianco di aver condiviso con Salvini la soluzione di bloccare la nave in questione. Di conseguenza l'imputato, eventualmente, non può essere esclusivamente il leader del Carroccio bensì tutti e quattro i rappresentanti dell' esecutivo. E invece il solo Matteo è stato sottoposto al verdetto dei pentastellati. Il quale se ne impipa dell'assurdo procedimento. Che comunque rimane una porcheria sia giudiziaria sia procedurale. Come si fa a sbattere un vicepremier nelle mani di gente sprovveduta quale la truppa analfabeta di Grillo? Bisogna avere la testa inzuppata nell'alcol per arrivare a tanto. Il tribunale del popolazzo frequentatore del porcaio Rousseau non ha titoli né legittimità per stabilire se Salvini abbia o no commesso un reato e debba essere carcerato. Siamo di fronte a un club di storditi privi di qualsiasi competenza. La democrazia diretta è una buffonata che andava bene ai tempi di Atene, che era all'incirca un condominio, ma adesso non è che un gioco cretino al massacro. Era dai tempi di Barabba che non si mandava a morte uno col voto di piazza. di Vittorio Feltri

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