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Matteo Salvini, Enrico Mentana porta la sinistra a lezioni di storia: "Non c'entra niente con Mussolini"

di Davide Locano domenica 28 luglio 2019

2' di lettura

Ne ha per tutti, Enrico Mentana. Per il Pd, un partito allo sbando. Per Matteo Renzi, paragonato alla love story tra una giovane moldava e un anziano un poco rimbambito. E ne ha anche per chi paragona Matteo Salvini a Benito Mussolini, proprio quel Salvini che - inutile negarlo - al direttore del TgLa7 proprio non piace. Ma a differenza di tanti altri autorevoli commentatori, Mitraglietta quando ragiona sul leader della Lega e ministro dell'Interno non lo fa per stereotipi, col paraocchi o con frasi fatte. La riflessione di Mentana viaggia sul Fatto Quotidiano, a cui concede una lunghissima intervista. Proprio quel Fatto - diretto da Marco Travaglio - che della lotta dura contro Salvini ha fatto la sua ragione di vita (scontato, per l'house organ del M5s). Leggi anche: Matteo Renzi cancellato da Enrico Mentana, così Ma tant'è, passiamo alle parole di Mentana. Il direttore spiega come "la mobilitazione delle masse" sia un prodotto del Novecento. E ancora: "Il secolo delle ideologie è il Novecento mentre l'esaurirsi della memoria - oggi - agevola l'emergere degli interessi primari, quelli che portano al crollo della sovrastruttura per precipitarci nell'odio, nei nazionalismi: il caso Iugoslavia fa testo". Dunque l'intervistatore lo imbecca: "L'epoca compiuta della tecnica conferma, anche per via della rete web, la mobilitazione totale di queste masse". E mitraglietta risponde: "Dove però un Salvini, non è un Benito Mussolini, non è - insomma, un ideologico, anzi: è a-ideologico; il Duce prende il proprio Psi e ne fa una cosa nuova...". Lezione di storia terminata, e sintetizzata anche dal titolo scelto dal Fatto: "Ma Salvini non è Mussolini. Certe passioni sono morte". Con buona pace dei vari Roberto Saviano & Co.

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