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Pietro Senaldi: "La Lega faccia marcia indietro e voti con il Pd contro la prescrizione"

di Cristina Agostini domenica 29 dicembre 2019

3' di lettura

Il primo gennaio entrerà in vigore la legge che abolisce la prescrizione dopo il primo grado di giudizio. È un abominio voluto da Cinquestelle, il partito più giustizialista che ci sia mai stato in Italia, che ha voluto così rendere un servizio ai pubblici ministeri, consentendo loro di mantenere i cittadini imputati a vita. Lo spirito della norma è delirante. Siccome la giustizia penale è intasata poiché i magistrati fanno troppi processi - molti dei quali a vanvera, visto che ogni otto ore in Italia viene arrestato un innocente - e non riescono a portarli a conclusione nei termini stabiliti dal codice di procedura penale, i grillini hanno dilatato in eterno i tempi dei giudizi. Risultato, il giusto processo sarà sostituito dal processo infinito, alla faccia dei diritti dell' imputato. La normativa è un'eredità dell'esecutivo gialloverde e la Lega, malgrado la strenua opposizione della senatrice Bongiorno, avvocato penalista di una certa autorevolezza, è stata costretta a votarla, pagando un salato prezzo all'alleanza. Fu un errore, non si sa se evitabile. Oggi però Salvini non è più al governo con i seguaci di Grillo e quindi non è obbligato a perseverare nel sostegno al diabolico progetto dei manettari a cinque stelle. Leggi anche: Pd "lingua in bocca" con Forza Italia, arriva il segnale. Capolavoro Bonafede: può far cadere il governo IL MALE MINORE - L'occasione per riscattarsi arriva dal Pd, che ha presentato un progetto di legge per reintrodurre la prescrizione. Non è granché ma è almeno qualcosa, tant' è che Forza Italia, il partito più antigiustizialista del Parlamento, si dice disponibile a votarlo. A Salvini non resta che sostenere la legge dei Dem e spedire in soffitta lo svarione manettaro. Forse è un po' ridicola un' inversione di rotta a 180 gradi in meno di un anno, ma sarebbe il male minore. Chi non rivede le proprie posizioni sbagliate, come chi non cambia mai idea quando mutano le circostanze, è un fesso. Se poi l' errore è stato indotto e non si era convinti quando lo si è commesso, tanto vale cancellarlo e togliere le impronte. Sostenere la proposta Dem, cosa che ci auguriamo farà pure la Meloni, ha anche il benefico effetto collaterale di spaccare la maggioranza su un tema centrale come la giustizia. L'abolizione della prescrizione è il cavallo di battaglia del Guardasigilli Bonafede, così come il reddito di cittadinanza era quello di Di Maio. Se il centrodestra e i Dem votano contro, i grillini vengono svuotati della poca anima rimastagli e il governo di fatto non esiste più. Salvini è ridicolmente indagato per sequestro di persona per aver combattuto l'immigrazione clandestina. È imputato ombra in un'inchiesta su finanziamenti russi mai arrivati che non sta approdando a nulla. Guida un partito che deve restituire allo Stato rimborsi elettorali propri che la sua precedente dirigenza ha sperperato. Votare contro l' abolizione della prescrizione non significa pensare ai propri guai giudiziari né dichiarare guerra alla magistratura ma semplicemente restituire dignità e speranza agli imputati; e di questi tempi, chiunque può diventare tale. CENSURATI DALL'UE - La giustizia italiana è per lunghezza, incertezza e garanzie dell' imputato tra le peggiori del mondo evoluto, tant'è che ogni anno veniamo censurati dall' Unione Europea e lo Stato deve rimborsare cittadini ingiustamente detenuti. Se le cose vanno a ramengo è impossibile che i magistrati, che sono un potere indipendente e nel nostro Paese superiore perfino a quello politico, non ne abbiano responsabilità. Anziché chiedere loro conto del disastro dei nostri tribunali, i grillini al governo continuano ad ampliare poteri e irresponsabilità delle toghe. Una legge che li argini, venga anche dai dem, non può che essere benvenuta. di Pietro Senaldi

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