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Sicurezza bis, si litiga

Governo
di AdnKronos domenica 26 maggio 2019

4' di lettura

Roma, 21 mag. (AdnKronos) - E' iniziata una nuova giornata di tensioni all'interno del governo gialloverde. Dopo il rinvio del Cdm, in attesa di chiarimenti con il Quirinale sui profili di criticità emersi sul decreto Sicurezza bis secondo quanto riferito dal premier Conte, il vicepremier Luigi Di Maio torna all'offensiva: "Dalla Lega stanno diventando paranoici... Bisogna mantenere la calma, capisco il nervosismo da campagna elettorale, ma non si deve portare il Paese allo scontro tra la destra e la sinistra". "Nessuno ha litigato ieri sera, clima sereno in Cdm. L'unica questione è che ci sono delle osservazioni dal Colle ed è giusto che nei prossimi giorni ci siano delle interlocuzioni con il capo dello Stato per risolvere tutti i dubbi", ha sottolineato Di Maio ospite di 'Mattino Cinque'. Aggiungendo: "Ieri l'attacco al presidente Conte è stato ingiusto...", riferito alle critiche del sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. "Mai abbiamo avuto un presidente di garanzia come Conte. Questo presidente del Consiglio è di garanzia di tutte e due le forze politiche. Dire che è di parte è, secondo me, indice di nervosismo...", ha affermato subito dopo. Lo ha detto Luigi Di Maio, leader politico M5S, ospite di 'Mattino Cinque' a difesa del premier Giuseppe Conte dopo le critiche del numero due del Carroccio, Giancarlo Giorgetti. "I rapporti con Salvini sono meno efficaci di prima da quando è cominciato il caso Siri: evidentemente sono arrabbiati... Io voglio che il governo vada avanti, la Lega è arrabbiata perché abbiamo chiesto le dimissioni di Siri indagato per corruzione", ha osservato ancora il vicepremier pentastellato. "Io voglio andare avanti, ma non si può minacciare una crisi di governo ogni giorno...", ha poi aggiunto tornando a punzecchiare Matteo Salvini che sbaglia sul dl sicurezza: "Se stiamo parlando di dubbi del Quirinale, del presidente della Repubblica Mattarella, Salvini sbaglia a chiedere a noi, deve chiedere a chi di dovere...". "Io dico - ha sottolineato Di Maio - che quel decreto va bene se ci sono dentro i rimpatri, noi non abbiamo adesso il problema di quanti ne arrivano qui, perché i numeri si sono ridotti grazie alle politiche che abbiamo portato avanti. Il tema è chi è rimasto qui". Non si è fatta attendere la replica del vicepremier leghista: "Il governo va avanti, basta che tutti mantengano gli impegni presi e la parola data... Ho sentito, però, troppi no...". 'Io ho fatto i compiti a casa, come si dice. Ecco il testo, ve lo faccio vedere, corretto da me a mezzanotte...", aggiunge Salvini mostrando in diretta il testo del provvedimento e assicurando: "Il decreto è pronto, io ci sono, sono pronto. Hanno chiesto di fare le ultime verifiche. Il mercoledì ci sono, giovedì ci sono... Scrivono 'se passa, vince Salvini'. Non è così, questo provvedimento serve al Paese, agli italiani. Prima viene approvato, meglio è". E ribadisce: "Abbiamo ridotto gli sbarchi del 90% rispetto all'anno scorso, significa quindi meno morti in mare e un calo dei reati. Non è possibile che alcuni privati decidano dove andare trafficando esseri umani, io penso a salvare vite proteggendo la sicurezza degli italiani. Questo faccio". "I problemi per l'Italia, i giovani e i pensionati vengono dall'Europa di Macron e della Merkel. Ci alleiamo con un'Europa che mette al centro il lavoro. Con chiunque, non a sinistra, abbia una visione di Europa come la nostra che si occupi di lavoro e immigrazione. Non è possibile morire a 70 e 40 anni perché uccisi da uno straniero, i porti devono restare chiusi", ha continuato il leader del Carroccio. I decreti sicurezza e famiglia "sono provvedimenti negli interessi degli italiani che vanno ancora approfonditi negli aspetti più tecnici", ma nel Consiglio dei ministri di ieri non ci sono state "nessuna crisi, nessun diverbio", ha assicurato dal canto suo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, cercando di gettare acqua sul fuoco. "Non mi sento affatto sfiduciato" dalla Lega, "semplicemente non dobbiamo leggere sui giornali, sui social affermazioni che sono un po' improprie. Se ci sono dei rilievi, delle perplessità si affrontano nelle sedi opportune". Il decreto legge sicurezza "è complesso e presenta dei profili che vanno approfonditi ancora. All'ordine del giorno del Consiglio dei ministri c'era avvio dell'esame non approvazione", quindi "quello che è successo è normale ed era anticipato nelle premesse. Ovviamente c'è un vaglio da parte della Presidenza della Repubblica un po' più incisivo rispetto ad un provvedimento ordinario - stiamo parlando di una decretazione d'urgenza - quindi è normale ascoltare il Quirinale e avere la possibilità di raccogliere tutte le valutazioni e gli approfondimenti che proverranno dal Quirinale", ha spiegato Conte.

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