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Vittorio Feltri, ecco perché Berlusconi fa bene ad andare in tv

di Giovanni Ruggiero domenica 4 marzo 2018

2' di lettura

Caro Becchi, tu sei professore e io non sono neanche bidello, per cui mi inchino davanti a te e prendo per buone le tue idee. Che però meritano una chiosa. È vero che sul piano puramente dinamico Salvini bagna il naso a Berlusconi, e vorrei vedere. Il primo ha 40 anni meno del secondo, il quale tuttavia ha capito una cosa importante: piazze piene, urne vuote. Gli elettori si fanno condizionare più dai fatti che non dalle parole. E i fatti sono che la politica ha disgustato il popolo per la propria incapacità di affrontare e risolvere i problemi reali del Paese. Anni e anni di governi di sinistra hanno dimostrato che l' alternanza non ha prodotto frutti digeribili. Per cui parecchia gente non va più a votare, pensa che si tratti di un esercizio inutile. Non cambia mai nulla, la solfa è sempre la stessa. Leggi anche: Berlusconi e i suoi soldi, cosa ha deciso di fare con 120 milioni Silvio pertanto non spreca energie per tenere comizi al Rotary o nelle bocciofile; preferisce esprimersi davanti alle telecamere o alla radio che amplificano al massimo i suoi discorsi più o meno efficaci. Sono convinto che al Sud i grillini avranno successo perché promettono di elargire soldi a tutti i disoccupati, assai più numerosi che al Nord, sotto forma di reddito di cittadinanza. Non solo, nel Meridione la Lega c' è, però è debole rispetto al Settentrione, cosicché i pentastellati hanno campo libero e raccolgono indisturbati i consensi dei poveracci. In Lombardia e in Veneto - guarda i sondaggi - il Movimento 5 stelle è fermo a percentuali minoritarie. Ciò conferma il mio ragionamento. Il contatto diretto con gli elettori avviene maggiormente attraverso il teleschermo; le chiacchierate nei teatri e nei teatrini mobilitano un pubblico che si è già formato una opinione e al massimo possono convertire una sparuta minoranza. Il Cavaliere nel ramo comunicazione è un maestro e se non vincerà alle prossime consultazioni non sarà giacché ha trascurato di frequentare le piazze, bensì perché gli italiani sono stanchi della liturgia elettorale, e ormai non credono alle promesse della vigilia, sempre roboanti e destinate a non tradursi in realtà. O cambiano in fretta i costumi della politica oppure l' astensionismo aumenterà ancora. Se Di Maio e i suoi seguaci prevarranno, dovranno il loro successo alla loro capacità di raccontare scemenze con l' aria di dire la verità. Soltanto l' aria. di Vittorio Feltri

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silvio berlusconi
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elezioni politiche 2018

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