Alla tornata di elezioni Comunali, spicca il caso di Vigevano. O meglio, il doppio caso. Già, perché nel comune lombardo si registrano due circostanze sorprendenti, clamorosamente notiziabili. La prima, il rovinoso flop di Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio e protagonista mediatico nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, e il clamoroso exploit di Futuro Nazionale, il partito del Generale Roberto Vannacci.
Nel voto amministrativo della città pavese, infatti, il nome di Lovati non è riuscito a capitalizzare la notorietà televisiva in consenso. L'ex legale di Sempio è precipitato fino all'ultimo posto nella corsa elettorale, con numeri che rischiano addirittura di lasciarlo fuori dal Consiglio comunale.
Una bocciatura pesante, arrivata in una consultazione che invece ha premiato altri protagonisti inattesi. Su tutti Furio Suvilla, sostenuto dal generale Vannacci. L'avvocato ed ex leghista, appoggiato da “Futuro Nazionale”, dalla civica “Vigevano Futura” e da altre liste locali, ha infatti ottenuto un risultato ben superiore alle attese, attestandosi attorno al 14-15% nelle prime proiezioni. Un dato che assume ancora più peso se confrontato con quello di sei anni fa, quando Suvilla si era fermato appena al 5%.
Davanti a tutti resta comunque il centrosinistra. Rossella Buratti, sostenuta da una coalizione ampia che comprende Pd, Movimento 5 Stelle, Verdi, Rifondazione Comunista, Italia Viva e liste civiche, sfiora il 35% dei voti quando manca ancora una parte consistente dello scrutinio. Un vantaggio netto che la proietta verso il ballottaggio.
Più complicata invece la sfida interna al centrodestra, diviso alle urne. Da una parte Riccardo Ghia, assessore uscente sostenuto da Lega, Fratelli d'Italia e Noi Moderati; dall'altra Paolo Previde Massara, candidato appoggiato da Forza Italia. Entrambi viaggiano poco sopra il 20%, separati da pochi voti e impegnati in un duello serrato per conquistare il secondo posto utile per accedere al secondo turno.