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Governo, Paolo Savona ministro dell'Economia: la mina vagante che può far saltare il tavolo Lega-M5s

di Gino Coala domenica 27 maggio 2018

2' di lettura

Il nodo più complicato da sciogliere per la formazione del governo Lega-M5s rischia di essere quello sul ministro dell'Economia. Candidato alla poltrona di via XX settembre c'è il professor Paolo Savona, 82 anni, convinto sovranista con un passato da ex ministro dell'Industria con il governo Ciampi. Le posizioni ipercritiche di Savona sulle attuali politiche europee potrebbero già bastare a Sergio Mattarella per porre un veto sul suo nome, andando così a rompere gli equilibri tra leghisti e grillini che da giorni lavorano a capo chino sulla lista dei ministri. Leggi anche: Savona a Libero: "Perché all'Italia serve un leader che ci porti fuori dall'Europa" Su Savona a dirla tutta si consuma da tempo un grande equivoco che lui stesso aveva spiegato in un'intervista a Pietro Senaldi su Libero lo scorso marzo: "Passo per uno dei pochi economisti istituzionali anti-europeisti, ma non è così. Io sarei per l'Europa unita - aveva detto - per questo non posso che dire peste e corna di quello che vedo a Bruxelles". Gli attacchi di Savona si concentrano su chi ha tradito i principi europeisti nei quali anche gli italiani hanno creduto fermamente almeno fino agli inizi degli anni '90: "Le difficoltà dell'Ue - ha aggiunto a Libero - sono colta delle élite che la guidano: dicono di interessarsi del popolo ma si occupano solo di loro stesse e non ammetteranno mai il fallimento dell'Europa perché significherebbe autocondannarsi. E questo acuisce i problemi. La mancanza di diagnosi comporta l'assenza di terapia. Le élite italiane hanno voluto questa Europa, sbagliando. Si prendano la colpa o qualcuno gliela attribuisca". Savona non ha risparmiato anche posizioni molto scettiche sulla permanenza dell'Italia nell'eurozona, un processo di resistenza che però la porterà a "degradarsi anno dopo anno. Temo il lento degrado più dello choc forte negativo. L'euro ha portato più svantaggi che vantaggi a tutto il Continente".

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