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Matteo Salvini e Luigi Di Maio, la bomba di Maroni: "Nessun accordo, si vota a ottobre e poi...". Scenario clamoroso

di Giulio Bucchi domenica 15 aprile 2018

2' di lettura

"Non ci sarà alcun accordo. Si tornerà alle urne con regole fatte per M5S e Lega". Intervistato da Repubblica, l'ex governatore leghista della Lombardia Roberto Maroni legge le carte a Matteo Salvini e Luigi Di Maio, indicando anche la data delle prossime elezioni. "I due leader del centrodestra e dei Cinque Stelle faranno saltare il banco e a ottobre si tornerà alle urne". assicura. "Se io fossi Salvini o Di Maio non avrei dubbi. C'è una data già certa ed è il 26 maggio del 2019. Quel giorno si andrà a votare perle Europee, non si scappa. E se entro quel giorno non avranno fatto il reddito di cittadinanza e l'abolizione della legge Fornero i due leader perderanno la faccia. E un vagone di consensi. A loro conviene votare prima". Non si rischierebbe la replica dei risultati del 4 marzo? "No, se si fa una legge elettorale con un premio di maggioranza alla lista. In quel caso Salvini e Berlusconi sarebbero costretti a fare una lista unica, Forza Lega o Lega Italia non importa. A quel punto Salvini avrebbe in mano l'intero centrodestra e, con il Pd ridotto ai minimi termini, la partita elettorale sarebbe tra Salvini e Di Maio. Chi vince governa per cinque anni, chi perde fa il capo dell'opposizione. E finalmente si entra a vele spiegate nella Terza Repubblica". Tra i cardini del potenziale programma di un governo M5s-Lega c'è l'abolizione della legge Fornero. "Qui il problema è più complicato perché servirebbero 30 miliardi. Si può provare una soluzione diluita nel tempo, che produca i suoi effetti nel giro di qualche anno. Non dovrebbe essere impossibile. Con una architettura costruita su questi due pilastri e qualche altro provvedimento minore si può fare un governo che sia utile al Paese". Salvini, conclude Maroni, "ha giocato una partita intelligente. Non era facile né scontato, perché gli manca l’esperienza a questi livelli. L'ha giocata in prima persona, senza dar retta ai suggerimenti interessati, facendo di testa sua. Mi dispiace solo che abbia lasciato fuori Calderoli dalla corsa alla presidenza del Senato, sapeva quanto ci tenesse". Insomma, il centrodestra ha un nuovo leader? "La leadership c'è. Ma la partita è appena cominciata". 

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