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Vittorio Feltri: "Staffetta Salvini-Di Maio modo migliore per farci ridere dietro dal mondo"

di Matteo Legnani domenica 15 aprile 2018

2' di lettura

Ci manca solo la staffetta per giungere all' apice del ridicolo. Due anni e mezzo di governo Di Maio e altri due anni e mezzo di governo Salvini. Un po' per uno fa male a nessuno, come si diceva all' asilo. Suvvia non scherziamo, professor Becchi. Ma cosa ti viene in mente? Non riusciamo a formare un esecutivo, figurati se siamo in grado di esprimerne due, uno pentastellato e uno leghista. Con quali maggioranze? Con quali programmi? Vero che Mazzola e Rivera si alternarono nella Nazionale di Valcareggi (1970, roba fresca), ma mi è difficile considerare il calcio maestro di vita e di politica. Data l' attuale situazione non vedo quale soluzione seria possa adottare Mattarella, le cui consultazioni coi partiti sono servite esclusivamente a perdere tempo e energie. Non esiste alcuna possibilità di mettere d' accordo il centrodestra con il Movimento 5 Stelle. Sono talmente distanti l' uno dall' altro che si esclude una strategia comune. Leggi anche: Vittorio Feltri: la Casta s'è incartata e si è persa in inutili chiacchiere D' altronde il risultato elettorale impedisce qualsiasi alleanza tra le forze in campo, ciascuna delle quali se ne va per i fatti suoi e si preoccupa di tutto tranne che di escogitare un sistema idoneo a dotare il Paese di una guida sia pur provvisoria. La staffetta che suggerisci, con tutto il rispetto per i tuoi titoli accademici, è una boiata pazzesca, una boutade divertente dai contenuti irrealizzabili. Il dramma non è dovuto alla presenza dominante di Salvini, ma a quella ingombrante di Di Maio, la struttura culturale del quale gli consente a malapena di dirigere una portineria. Supporre che costui sia candidato a entrare da trionfatore a Palazzo Chigi è fantascienza, peggio: evoca la sceneggiatura sgangherata di un filmaccio dell' orrore. L' Italia sta attraversando un brutto periodo non solamente a livello istituzionale: sono tante le cose che facciamo o non facciamo alle quali non siamo capaci di reagire. Abbiamo un fisco mordace e inefficiente, una sanità che barcolla, un Mezzogiorno handicappato grave, una economia vessata dalla burocrazia e da una giustizia manicomiale. Se poi ci affidiamo a Di Maio per mutare i nostri destini dimostriamo di meritare la fine verso cui ci avviamo con stupefacente noncuranza. di Vittorio Feltri

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