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Pd, prove d'accordo

domenica 19 novembre 2017

3' di lettura

Roma, 119 nov. (AdnKronos) - Prove d'accordo tra le diverse anime del centrosinistra, che ieri, dopo mesi di tensioni e polemiche, hanno fatto intravedere un barlume di speranza nella formazione di una coalizione che sia in grado di affrontare compatta la prossima tornata elettorale. Piero Fassino e Giuliano Pisapia si sono incontrati a Milano per discutere dei temi caldi nel mondo del centrosinistra. Un'apertura sul Jobs Act insieme alla promessa che entro la legislatura, il Pd si impegni ad approvare Ius Soli e biotestamento. Fassino il 'mediatore', incaricato da Matteo Renzi, sul dossier alleanze ha avviato con Pisapia "un percorso politico e programmatico per una nuova stagione del centrosinistra" come hanno rimarcato i due ex sindaci in una nota congiunta. IL FACCIA A FACCIA - Durante il faccia a faccia, un incontro giudicato "positivo" dai due, è stata ribadito l'obiettivo di "contrastare il rischio di derive di destra e populiste", anche se tutti i nodi non sono ancora stati sciolti. "Consapevoli delle rilevanti difficoltà che si frappongono ad una piena ricostruzione di un rapporto con l'elettorato di centrosinistra, il confronto - hanno sottolineato Pisapia e Fassino - proseguirà nei prossimi giorni con approfondimenti rigorosi e costruttivi, già a partire dall’iter parlamentare della legge di bilancio". PRODI SENTE RENZI - Intanto, prima di partire per gli Stati Uniti, il padre nobile del centrosinistra Romano Prodi, ha fatto sapere di aver avuto "un lungo e cordiale colloquio" con il segretario del Pd, Matteo Renzi. "Non vi sarà nessuna lista intestata a Romano Prodi o all'Ulivo - ha sottolineato il Professore in una nota - La preoccupazione del Presidente Prodi è allargare e tenere insieme un campo largo di centro sinistra. Questa è stata la prospettiva e il senso degli incontri che in questi giorni si sono svolti tra il Presidente e Piero Fassino, Giuliano Pisapia e con altri interlocutori del centrosinistra". LA REPLICA DEL SEGRETARIO DEM - Dal canto suo, nell'e-news, il segretario dem ha voluto mandare un messaggio ai suoi potenziali futuri alleati: "La coalizione di centrosinistra alla quale stiamo lavorando, con il generoso contributo di tutti, dovrà garantire eguale dignità a tutti i componenti - ha scritto Renzi -. Penso di poter dire che avremo una coalizione di qualità, con presenze significative sia alla nostra sinistra che al centro e che saremo competitivi praticamente in tutti i collegi". "Metteremo in campo i migliori candidati, metteremo in campo le migliori idee - ha assicurato il segretario dem - questo l'unico imperativo per vincere contro le destre e gli estremisti. A dispetto delle polemiche di questi giorni il Pd ha tutte le condizioni per fare un ottimo risultato, mentre rimaniamo concentrati sull’aiutare il governo Gentiloni a chiudere bene l’iter della Legge di Bilancio, e consolidando i risultati economici di questi anni giustamente difesi anche dal ministro Padoan in queste ore. Avanti, avanti insieme". L'APPELLO DI VELTRONI - Qualche giorno fa, anche Walter Veltroni ha rinnovato un appello all'unità del centrosinistra. Uno sforzo apprezzato dal premier Paolo Gentiloni, secondo il quale la sinistra "deve aspirare a essere larga e unita". MDP RESTA FUORI - Ma da Mdp da giorni si ripete che il tentativo di ricucire è un tentativo a perdere. "Vogliamo uscire dal teatrino di questi giorni - ha detto il coordinatore di Mdp Roberto Speranza, aprendo stamattina l'assemblea nazionale di Mdp - Renzi è un nome del passato, non del futuro. Noi vogliamo andare in un'altra direzione. Fare l'unità senza cambiamento è solo alchimia elettorale che non porta da nessuna parte". Speranza ha poi rimarcato che eleggeranno un'assemblea "che si riunirà il 3 dicembre e sarà eletta democraticamente. La partecipazione non serve per le conte ma per allargare". "Noi andiamo avanti con il nostro progetto", ha poi ribadito Bersani. "Provino a considerare la nostra proposta. Noi andiamo avanti e facciamo la sinistra plurale. Il giorno dopo le elezioni discuteremo con il Pd, se cambia registro", ma "no ad accrocchi e teatrini". PORTE CHIUSE DA SI - Sinistra Italiana ha annunciato invece "porte chiuse" al Pd di Renzi. "C'è bisogno di un cambio radicale e di fronte a questo Pd, al Pd di Matteo Renzi, le porte sono chiuse" ha detto Nicola Fratoianni all'assemblea di Sinistra Italiana. "Il compito di Sinistra Italiana è quello di lavorare a un altro polo, un polo autonomo e alternativo".

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