Roma, 13 giu. (Adnkronos) - Dopo aver conquistato 'Livorno la rossa', i 5 Stelle sperano di sfilare anche Venezia al Pd. Nell'ultima tornata elettorale per le europee, il Movimento ha registrato nel capoluogo veneto un risultato poco più alto della media nazionale (22,15% contro il 21,1%) ma i dem tre settimane fa svettavano al 42,27%, mentre ora potrebbero subire i contraccolpi dell'affaire Mose. Per questo, dopo il passo indietro del sindaco Giorgio Orsoni, i 5 Stelle confidano di tornare subito al voto bypassando il commissariamento. "Crediamo di arrivare al ballottaggio, sarà un testa a testa. A quel punto, potremmo anche spuntarla", dice all'Adnkronos Federico D'Incà, deputato veneto ed ex capogruppo di Montecitorio . "Venezia è una città importantissima - spiega il grillino - Negli ultimi 20 anni ha subito lo strapotere della sinistra e oggi è in grandissima difficoltà. A Venezia la sinistra andava a braccetto con la destra, generando quel malaffare che ora le indagini stanno svelando". Ora i 5 Stelle sperano "di tornare al voto prima possibile, evitando il commissariamento. Per noi quando vengono meno le cariche - chiarisce D'Incà ricordando un 'must' dei 5 Stelle - è giusto ridare la parola ai cittadini". Sul territorio "il Movimento sta facendo bene. Abbiamo un meetup molto importante a Venezia - spiega D'Incà - e nel 2009 abbiamo eletto un consigliere comunale che è la nostra testa d'ariete, il portavoce della base in Comune. Stiamo facendo esperienza e lavorando al meglio". E a Mira, comune di poco meno di 40mila abitanti a 16 km da Venezia, "abbiamo già eletto un sindaco 5 Stelle", il giovane Alvise Maniero. "Chissà che a Venezia non avvenga lo stesso. Una cosa è certa: ce la metteremo tutta", si dice sicuro D'Incà.