CATEGORIE

Berlusconi pronto al patto sull'economia

di Lucia Esposito domenica 10 agosto 2014

3' di lettura

«Matteo, stai attento a non fare la fine che ho fatto io nell’autunno 2011». Per un attimo le mani del presidente del Consiglio scompaiono dalla scrivania. Si inabissano e riemergono quando Silvio Berlusconi termina il ragionamento. Che non voleva essere un’anatema, anzi. «Questo ragazzo», il Renzi, al Cavaliere sta parecchio simpatico. Vuole aiutarlo. A parti invertite, tre anni fa, la sinistra brigò per affossare l’esecutivo e agevolare l’ascesa dei tecnici. Ma Berlusconi non è uno che porta rancore: «Se la situazione precipita, noi siamo pronti a supportare il tuo governo, ma», ha tenuto a precisare Silvio, «lo faremo su singoli provvedimenti». Berlusconi ipotizza una sorta di “cabina di regìa” ombra: «Facci vedere le carte prima di portarle in Parlamento, a partire dalla legge di stabilità, e ne discutiamo». Ciò non significa l’ingresso di Forza Italia in maggioranza, né prefigura un appoggio esterno al governo o il sostegno a misure contrarie alla filosofia di «noi vecchi liberali». Niente tasse o spesa pubblica. Proprio ieri il Mattinale, rassegna ragionata del gruppo di Forza Italia alla Camera, suggeriva a Renzi un piano “B” (come Berlusconi) per restituire il segno più alla crescita. Cura da cavallo per il debito pubblico (riduzione strutturale di 400 miliardi in 5 anni) e riduzione del carico fiscale di un punto all’anno. «Matteo osa di più», ha insistito il Cav, «e soprattutto fai la voce grossa in Europa. Arriva anche a violare il patto di stabilità», lo ha incitato il leader azzurro, «noi ti sosterremo». È primo mattino, a Palazzo Chigi. Berlusconi, accompagnato da Denis Verdini e Gianni Letta, ha appuntamento con il premier per discutere di legge elettorale. L’argomento viene liquidato in poco tempo. Al presidente di Forza Italia andava bene l’Italicum nella sua prima stesura. Ora è disponibile a rivedere la soglia di sbarramento del 4 per cento. Ma non subito. Vuole prima chiudere l’accordo di coalizione con il Nuovo centrodestra per le Amministrative: dare moneta, vedere cammello. Il timore è che, incassato il 4 per cento, «poi Alfano si senta libero di allearsi con chi gli pare», anche col Pd. «Si sa come ragionano questi», replica Silvio a Matteo, mentre Renzi lo informa che adesso i “piccoli” vorrebbero la soglia al 3%, non più al 4. E, taglia corto il Cav, «non esiste neanche l’accordo a tre», Berlusconi-Alfano-Renzi, «il patto del Nazareno rimane a due». C’è scetticismo diffuso (anche nel Pd) sulle preferenze. E resta la chiusura netta di Silvio sull’uninominale. Così la pratica Italicum viene velocemente smaltita. Berlusconi non ha alcuna fretta di chiudere: «Su questo argomento ci aggiorneremo a settembre, nel frattempo faremo le nostre valutazioni». L’incontro dura circa tre ore. Di cosa si è parlato nelle restanti due ore e mezza? Della crisi economica, appunto. Del Milan («La nuova squadra mi preoccupa molto»). Di riforme. Ma anche molto di politica estera. Renzi e Berlusconi si sono soffermati soprattutto sui rapporti tra l’Italia e la Russia, tra Roma e Tripoli e sulla crisi israelo-palestinese. Tutti scenari su cui l’ex premier si ritiene molto competente e sui quali ha voluto dare consigli al suo successore.  La simpatia con Renzi è evidente. Ma Berlusconi ha offerto una mano a Matteo anche per motivi di interesse personale. Vuole che il governo duri. Almeno fin quando la Corte europea dei Diritti «non mi avrà dato ragione sulla legge Severino» e Berlusconi è sicuro che «andrà così». A quel punto, tornato nel pieno dei diritti politici, il Cavaliere confessa ai suoi di avere un sogno: «Potrei chiedere la fiducia agli italiani per l’ultima volta....». Berlusconi, di nuovo in campo alle prossime elezioni. Salvatore Dama  

tag
incontro
silvio berlusconi
matteo renzi
cavaliere
nazareno
pil
economia

In barba all'italia Trump contro Meloni, chi tocca il fondo a sinistra: "Se vuoi rifarti il trucco..."

Montecitorio Forza Italia, l'odg di Paolo Barelli: "Domani sera elezione del capogruppo"

Sinistra a pezzetti Otto e mezzo, Bersani spianato: "Lui federatore? Solo in un caso"

Ti potrebbero interessare

Trump contro Meloni, chi tocca il fondo a sinistra: "Se vuoi rifarti il trucco..."

Redazione

Forza Italia, l'odg di Paolo Barelli: "Domani sera elezione del capogruppo"

Redazione

Otto e mezzo, Bersani spianato: "Lui federatore? Solo in un caso"

Meloni in Arabia, "ha fatto bene. Appoggiamola": chi applaude a sinistra

Andrea Muzzolon

Sondaggio supermedia, super-condanna per la sinistra: dove vola FdI

Fratelli d'Italia continua a comandare la classifica dei partiti più appezzati dagli elettori italiani. Il ca...
Redazione

Bignami inchioda Magi: "Non accettiamo lezioni da chi prende soldi da Soros"

Sono bastati pochi minuti a Galeazzo Bignami per inchiodare Riccardo Magi e tutta la sinistra. I compagni, da tempo, rac...
Redazione

Silvia Salis, il vero piano della "sindaca stilosa" per scalare la sinistra

Lasciamo stare le scarpe da 1200 euro. La sindaca di Genova Silvia Salis è stilosa, su questo non si discute. E p...
Annalisa Terranova

La sinistra sbaglia a dare i conservatori per morti

Strana morte quella del conservatorismo, e ovviamente dei suoi presunti gemelli che rispondono ai nomi di populismo e so...
Corrado Ocone